Apprendiamo che la commissione elettorale circondariale, per ragioni non ancora note (e valuteremo quanto convincenti), ha riaperto una delle pagine meno luminose della politica cittadina ammettendo la lista Laurenzano – moderato (ma forse sarebbe più appropriato modesto) pensiero e pidiellini. Meno male. Così potrà spiegare alla Città le sue inquiete dichiarazioni sul puc.
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Alla fiera dell’est…
Tra qualche colpo di testa e qualche scenetta (o scena) di cabaret si consumano le ultime ore di una precampagna elettorale alle spalle di una città confusa. E già non è facile orientarsi per galoppini ed addetti ai… lavori…, figurarsi per i cittadini che da qualche anno vivono il disagio di una amministrazione Laurenzano sbandata ed umorale, contraddittoria e rissosa. Fino all’epilogo largamente annunciato di disinvolti cambi di casacca e di alleanze, in nome di chissà quali incomprensibili e misteriosi interessi… pubblici. Chissà con quale faccia (e di quale più o meno nobile … materia) spiegheranno all’elettorato accordi e transazioni (fatte e non fatte) alla fiera dell’est…
“Piazza Grande” si presenta all’elettorato di Atripalda con la limpida coscienza di chi, fuori da tutti i giochi, chiama i cittadini ad una prova di responsabilità e di coraggio.
L’accordo che verrà…
Non c’è accordo, pare, tra udiccini e piedìni. Mentre le acque sono tuttora agitate (con moto ondoso in aumento) nel cosiddetto patto cinico tra Aldùlk e chissà chi…
Ci rivediamo in… Piazza Grande.
Incompatibili…
Fossero confermate le indiscrezioni giornalistiche sulle candidature di un sedicente Patto Cinico, Laurenzano (senza piedìni) starebbe realizzando un lista di incompatibili… che fa fatica a stare in piedi.
Per carità si tratterebbe di ostacoli che sarebbe sempre possibile rimuovere, ma che innescherebbero, eventualmente, vistosi conflitti di interesse.
Vedremo… Intanto non si può non segnalare l’ulteriore (l’ennesimo) conflitto di …identità del servizievole cidèp…
Rottura… è fatta
Come era prevedibile, dopo le novene cantate tra udiccini e piedìni (di rito federiciano), si consuma la rottura sulle… rappresentanze. L’Udc non si accontenta di vincere… vuole sindaco e maggioranza in giunta, mentre sarebbe disposta a mollare all’ ‘amico’ Tuccia la sòla gestione del Puc. Alvino non ci sta ed educatamente sbatte la porta. E così della resistibile armata non resta che qualche relitto che farà fatica a stare a galla…ma almeno Spagnuolo (Paolo) e Tuccia (Gigino) saranno contenti.
Nel generale marasma, che non risparmia nessuna formazione politica (o presunta tale…), l’unica proposta seria e credibile è “Piazza Grande”.
Le facce toste… di Aldùk e cidèp
Certo ci vogliono proprio due belle facce toste… (come quelle water resistent dei due ‘compari’ Aldùk e cidèp) a disturbare gli organi di stampa una settimana sì e una no per incespicare sulle solite arruffate parole… contro i partiti e contro i tornati, e contro quelli che se ne sono andati… Senza avere la decenza, dopo essere stati così platealmente ‘scaricati’, di rassegnare (senza più maggioranza e senza un briciolo di dignità…) le dimissioni. Vergognandosi, piuttosto, con sé medesimi e scusandosi con la Città per non averlo fatto prima.
E’ incredibile (e persino oscena) la impacciata tracotanza di un ex sindaco che, celandosi in un allucinato vuoto di pensiero, pensa di riciclarsi come arcigno oppositore di se stesso e di un comunicatore scaduto, che vive senza imbarazzo micidiali conflitti di… identità. Qualcuno … per favore, li convinca che il pessimo avanspettacolo è ormai alla fine o che, almeno, Atripalda non li merita… Se ne rendessero conto in un sussulto (per quanto improbabile) di decenza, gliene saremmo grati per sempre… Rinnoviamo gentilmente l’invito a S. E. il signor Prefetto a mettere fine (sia pure in articulo mortis…) alla condizione di diffusa illegalità nella quale Laurenzano e la sua presunta maggioranza di piedìni, cives e sellini hanno condannato da mesi le nostre civiche istituzioni. Una diffida ai consiglieri ripetutamente assenti ai lavori consiliari ed un commissario ad acta dovrebbero bastare a disvelare i mediocri inganni di un sindaco vistosamente inadatto al ruolo e della sua compagnia di giro senza… qualità.
Sinistr… destr… avanti march!
Tanto tuonò… ed alla faccia (di bronzo) di tutte le dichiarazioni di principio (e di tutte le dichiarazioni di ‘appartenenza’) si affaccia l’indiscrezione che circolava da tempo.
Aldùlk… l’ineffabile e ‘plastico’ condottiero di tutti gli eserciti, scaricato dai suoi, dopo maldestri e raffazzonati tentativi di comporre una lista… cinica… trova asilo in un …popolo (senza libertà) allo sbando. Qua non c’entra più né la politica né, tantomeno, l’idea… ma il solito giochino dei numeri e delle somme eventuali, che non sempre fanno il totale, come la storia insegna. Staremo a vedere, mentre la resistibile armata va alla guerra… Sinistr… destr… avanti march! Senza pudore ( e senza vergogna).
E si svela anche l’inganno di una maggioranza (che non è mai stata maggioranza) e di un’opposizione… prevalentemente… prona. Piazza Grande rappresenta oggi l’unica alternativa certa e seria, in una vera e propria emergenza civile e democratica, in un contesto degradato e senza qualità.
Perché “Piazza Grande”
Comincia da qui e da ora l’avventura di “Piazza Grande”…
Per ritrovarsi, insieme ai cittadini perbene, alle donne, ai giovani, ai più deboli, in una comunità di persone (e non in una malinconica folla di sudditi).
Perché Atripalda poteva avere una Piazza Grande (e invece ha solo un grande spazio vuoto in costante manutenzione e senza dignità architettonica).
Perché la platea maior era il luogo delle assemblee, delle fiere e dei mercati, un luogo pulsante di vita economica e di passioni civili.
Perché sia sempre grande l’orgoglio di essere eredi di una grande storia e altrettanto smisurata l’umiltà per esserne degni.
Piazza Grande…
Il coraggio e la ragione…
Ha suscitato qualche scampolo di dibattito l’appello per una moratoria delle ambizioni. Insieme a numerose ed esplicite adesioni, meritano di essere segnalate anche alcune riserve sulla possibilità di individuare candidati oltre i giochi e le ambizioncelle di paese. E’ già qualcosa, perciò senza far torto ad alcuno (ed a solo titolo esemplificativo) elenco in ordine alfabetico: Umberto Della Sala, Sabino Luce, Piero Mastroberardino, Elio Parziale, Gianni Solimene. Sono certo che la lista (si impegnassero un po’ partiti ed associazioni politiche) si potrebbe notevolmente arricchire. Naturalmente il problema non è solo il candidato sindaco, ma la modalità con cui eventualmente partiti ed associazioni lo designerebbero, per esempio attraverso una generosa e vasta convergenza oltre le appartenenze. Stesso discorso per la lista. Per garantire una tregua in una condizione di emergenza sociale ed istituzionale, dopo lo sfascio di Laurenzano. Un miracolo? Niente affatto… magari solo un po’ di quella responsabilità più volte invocata (da sedicenti aventi causa e dilettanti allo sbaraglio) e mai, purtroppo, praticata.
Le luci della solidarietà…
Paolo, a sostegno di una personale candidatura (con l’udc, il pidì o non si sa con chi), invoca pubblicamente per sè solidarietà e rispetto. Non ci vedrei nulla di male… per quanto, in genere, per pudore… sono cose che né si chiedono e neppure (tanto meno in politica) si pretendono.
Sarà un segno delle novità di questo tempo confuso, specie se qua e là nelle sue parole si affaccia pure qualche minacciosa inquietudine. Non entro nel merito… di aspirazioni più o meno legittime (per quanto, a mio parere, non adeguatamente motivate). Mi limito piuttosto ad osservare che se poco più di quattro anni di… luci saltuariamente accese in un circolo darebbero titolo ad una candidatura a sindaco… il cavalier Marena meriterebbe almeno lo scranno di senatore a vita. E così sia.
Oltre…
Lo stato del dibattito, che si immiserisce in rituali stantii ed abbondantemente scaduti (persino al di là di qualche buona intenzione ed a prescindere dall’età anagrafica), dà il senso di una città che fatica a riconoscersi in una leadership o almeno in un percorso di buon senso comune. Le candidature emerse dalle nebbie e quelle, ben note, ma tuttora acquattate nell’ombra, nella attuale condizione di disagio sociale, di emergenza democratica, di crisi delle istituzioni (dopo 5 anni di malinconica ed a tratti commovente declino di credibilità personali e di dignità pubblica, riassunta efficacemente in uno sconclusionato opuscoletto pagato dal sindaco e scritto da cidèp) segnano più il ritorno pervicace di ostinate ambizioncelle di paese, che un onesto contributo al servizio dei cittadini. Forse sarebbe necessario (oltre le sigle e le appartenenze) che tutti quelli che ritengono di contribuire con atti e pensiero si ingegnino a ricostruire una comunità lacerata convergendo su una figura di alta moralità pubblica, di riconosciute capacità amministrative intorno alla quale costruire , con umiltà, quel rinnovamento che tutti vogliono a parole e tutti frenano nei fatti. Non (solo) un cambio di generazione, ma un cambio di passo, un atto di generosità e di coraggio. Prima del disastro di una campagna elettorale velenosa ed inutile.
Moratoria…
Nell’assordante chiacchiericcio e negli imbarazzati silenzi di queste giornate, si rappresenta la triste pantomima di candidature effimere e poco plausibili. Invece, mai come ora, sarebbero necessarie onestà intellettuale ed umiltà per concordare una moratoria di ogni -più o meno legittima- ambizione; per imboccare una strada possibile, capace di restituire dignità e credibilità alle istituzioni.
Per Tonino Cresta
Suscita sconcerto ed un senso di doloroso ed impotente turbamento la tragica fine di Tonino Cresta, mentre interroga le nostre coscienze e le nostre quotidiane paure. Lo avevo conosciuto Tonino, animo semplice e puro di artista, nella bottega di Carmine Tranchese, un luogo di sentimenti e di sensibilità condivise, nel cuore antico di Atripalda, dove si apprezza la ricchezza delle cose che non si comprano, ma solo perché non hanno prezzo. E non aveva prezzo la sua collaborazione silenziosa e disinteressata a progetti che sentiva anche suoi ed ai quali prestava il suo tempo, le sue qualità, la sua passione. Forse dobbiamo interrogarci tutti su questa dolorosa tragedia di speranze infrante, di un bisogno di futuro che fatica a diventare presente. Forse dobbiamo rinunziare tutti ad una parte delle nostre piccole certezze per sostenere la sommessa dignità di chi, in fondo, vuole solo un lavoro onesto per realizzare i suoi sogni. Addio, Tonino.
Solo… e male accompagnato
Di Laurenzano (sempre più solo e pure male accompagnato) rimarrà una brochure a colori (reticente, e non solo politicamente scorretta… nonostante le ripetute revisioni) abbandonata frettolosamente sugli zerbini condominiali… come gli elenchi telefonici e la pubblicità di un aspirapolvere.
Un epilogo sconclusionato e senza dignità che l’ennesima fuga in consiglio comunale racconta con malinconica evidenza. E se questo è Laurenzano…figuriamoci cidèp ed i rassegnati compagnucci superstiti… impenetrabili facce di… bonzi (ma persino meglio loro delle meschine ipocrisie di piedìni, udiccini e pidiellini dimissionari ed ambigui cives-centrosinistri e sellini di governo. Una pena.
Cidèp e il conflitto di… identità
Non è la prima volta che Cidèp cofligge…e il guaio è che spesso, non sai se per calcolo o ingenuità, confligge con se stesso. Insomma Ciro l’uno e bino, il consigliori, il servizievole ragazzo spazzola… ineffaffabile fotografo di regime, estensore di litanie e sfiati di trombetta e perfino cerimoniere, gran ciambellano e addetto… stappa (secondo la micidiale definizione del dottormedico Tomasetti) ne ha fatta di strada… occupando tutti gli spazi… o per meglio dire i vuoti dell’incredibile armata brancaleone dei Laurenzano boys.
Lo ricordiamo comunicatore in grigio pagato.. un tanto a metro… in percentuale (20%) sulle paghette di sindaco ed assessori (quota spesso inesigibile e questuata pro manibus… sindaco, assessori e cidèp…che incassano alla faccia di generosità presunte che si scaricano sul misero gettone dei consiglieri… dopo il 2007 mai più liquidato), poi caporale ed attendente a promuovere campagne elettorali piedìne e sfiati di partito, insomma consulente a tutto campo, a spese della collettività e addirittura singolare (e deontologicamente… lasciamo perdere) anticipatore e gestore di documenti e progetti sul giornalinolatino a stampa e puntoit. Oggi, nella sua multiforme identità trasversale…, Ciro realizza l’opuscolo di regime delle reticenti verità sul bilancio e trasmette (in conto proprio e in conto terzi) il civico documento di cives e centrosinistri (immagino attraverso uno dei numerosi e funanbolici camuffamenti associativi ed identitari).
Insomma cidèp, il fregoli della politica atripaldese, grazie ad appoggi adeguati e sponsorizzazioni di peso, sembra esser pronto per scendere in campo, insinuandosi nelle pieghe di inattitudini, insufficienze, disinvolture (alle quali in questi anni non ha fatto ai mancare i suoi venticelli) ed è pronto per la madre di tutte le battaglie… amministrative. Non sa ancora se con Laurenzano (e famiglia) o preferibilmente…senza. Ad maiora.
L’anno vecchio è finito e qualcosa ancora qui non va…
Addio Lucio, dolce ed arruffato poeta delle nostre paure.
Finanza ed economia…
Insomma… se si abbassa lo spread… e aumenta la disoccupazione.
Il vento del rinnovamento…
Pare che il forte vento di rinnovamento… annunciato dal giornalinolatino per l’arrivo presunto di De Magistris… abbia gravemente danneggiato parte della copertura della Dogana dei Grani.
Qua c’è qualcuno che, a prescindere, porta pure sfiga…
Consiglio Comunale
Come previsto il consiglio comunale delle surroghe sarà convocato per i primi di marzo (pare il 6). Nel più assoluto dispregio della norma che impone la surroga entro dieci giorni dalle dimissioni e dopo tre settimane dalla diserzione di massa del 13 febbraio. Laurenzano, insomma, dopo la defezione di Galasso e di De Magistris (perché Galasso lo conosce e a De Magistris lo avranno raccontato…) e la brutta figura con gli ospiti invitati… deve rinviare l’apertura della sua raffazzonatissima campagna elettorale con annesso dossier. Pare che, con una nuova mossa disperata, Aldùlk voglia scaricare sul servizievole comunicatore cidèp la responsabilità dei flop passati presenti e futuri, confermando la sua indiscutibile inattitudine al ruolo (ad ogni ruolo pubblico e ad ogni responsabilità amministrativa). E cidèp passa dal delirio di onnipotenza di primo consigliere politico a capro espiatorio di una cronica insufficienza amministrativa (che lui cidèp ha reso solo più vistosa con i suoi maldestri sfiati di trombetta e le sue divertenti manie di protagonismo). Una pena.
Patacche e pataccari…
Diciamo la verità… che il civico convegno di Aldùlk e cidèp fosse una mossa disperata, la solita sfuriata del solito masaniello senza storia e senza qualità si era già capito quando era spuntato dai comunicati, e poi sparito, il nome di Galasso (che neppure lo sapeva di essere finito nel tritacarne di Laurenzano… e se l’era presa di brutto). Ma insomma … il nome di De Magistriis, al di là dei meriti eventuali e tutti da dimostrare … era un nome di ‘cartello’…. e la cosa aveva fatto il suo effetto. Poi nella serata di ieri cominciano a filtrare le prime indiscrezioni… ma viene? forse non viene… e perché? i soliti ‘improrogabili impegni istituzionali’… o qualcuno gli aveva plasticamente raccontato… Laurenzano? Poi stamattina partono gli sfiati… intorno a mezzogiorno erano ancora impegni istituzionali a “cancellare e rinviare” il convegno. Un’ora dopo un nuovo sfiato ed una precisazione (con annesso fax a garanzia) perdurava uno stato influenzale già annunciato nella serata di ieri in via breve e perciò… Oggi alle 17 numerosi ospiti affluivano a palazzo civico… increduli si aggiravano a piazza municipio, prima che una mano pietosa della polizia locale preparase di sua iniziativa ed azzeccasse al portone un laconico comunicato scritto là per là… Tutto sbagliato tutto da rifare… Che vergogna. Sindaco e vice, vigliaccamente si erano dati alla fuga… senza trovare il coraggio di affrontare le ironie e le proteste di chi si aspettava almeno una telefonata (il sindaco di Parolise, l’avvocato Fabio Benigni, il sottoscritto e numerosi cittadini ed ospiti). Il vice, per la verità, ha gironzolato un po’ là intorno, protetto dall’anonimato e poi (quando ha capito che le cose si mettevano maluccio) è sgattaiolato via con la coda fra le gambe.
E così, dopo un duro braccio di ferro, dentro e fuori la giunta (un Laurenzano piedìno passi… com’è ghi è…, ma un Aldùk e cidèp che sputano nel piatto… sono intollerabile persino per Alberta) si è materializzata la patacca… una patacca, gestita al solito con la nota supponente sciatteria ed anticipata stamattina da una intervista che merita una accurata esegesi… Incredibile Aldùlk… che non ha fatto a tempo a dichiararsi in ogni sede ufficiale ed ufficiosa … piedìno… al punto da aderire in consiglio comunale al gruppolight con Nancy, Andrea e MaurizioGaetano (che sono sempre tre) ed ora tuona contro i partiti ed i comitati di affari e così via cianciando. Argomenti non privi di qualche verità, ma che nelle parole di Laurenzano hanno il sapore acre della mistificazione, della millanteria visionaria e dell’imbroglio. Laurenzano, insomma, pretende di vendere al mercato della politica ciò che non ha (che non ha mai avuto o che non ha più)… idee, credibilità politica, impegno civile. Il guaio è che la guerra per bande dilania quel che resta (assai poco peraltro) delle forze politiche locali… tentate, dopo cervellotiche pensate, da curiosi ed innaturali ammucchiate e turbolenti serragli, dilaniate da faide e veleni che rendono plausibili le fascinose malìe del solito taumaturgo.
I prossimi giorni… saranno giorni di fuoco che bruceranno ambizioni e meschinità di presunti protagonisti e di oscure comparse. Si faccia avanti chi vuol cambiare veramente pagina, non si lasci incantare dalle sirene. Si riparta dall’amore disinteressato per Atripalda e per la sua gente. Il resto verrà.
Ma quanto ci vuole…
…per riconvocare una seduta consiliare? Su, lo confessi Aldùlk, e promettiamo di non infierire, sono proprio rimasti in tre (indimenticabile Modugno) a tirare la carretta, in attesa di De Magistris.
Sindaco e vice, agli ordini di Cidèp si faranno prima il loro civico convegno, poi tutti da zia Pasqualina e lunedì si riparlerà di surroghe e surrogati… per rinviare tutto a marzo.
Intanto neppure il solito compiacente sfiato di trombetta ha potuto sottacere che prudentemente Galasso, il sindaco di Avellino, si è tirato fuori… Lui… Laurenzano lo conosce… e ogni volta che può… lo evita. E Alberta? Che fine ha fatto Alberta?
Poteva finire a palle di neve, o a tarallucci e vino… temo invece che finirà proprio a pesci in faccia. Prosit.
Le regole di Aldùlk…
Che il sindaco… per caso avesse una certa allergia a rispettare le sue stesse ordinanze era già noto dalla documentata idiosincrasìa per… secchiello e paletta (che lo facesse poi per distrazione, sciatteria, rifiuto delle regole o perfino spregio delle istituzioni… questo lo dirà la storia… se mai dovesse occuparsi un giorno anche di siffatte amenità).
Ma il curioso (e spiacevole) incidente alla 600 di famiglia… ha il sapore di una piccola, per quanto -fortunatamente- non irreparabile, nemesi storica. Insomma, Aldùlk, che da sindaco aveva invitato i cittadini a non sostare sotto le gronde “per evitare danni a persone o cose”, da cittadino… si è distratto… o se ne è straimpipato… e patatràc.
Magari la prossima volta starà più attento a rispettare le ordinanze… almeno le sue… Rimane tuttora irrisolto il dubbio amletico… se Laurenzano ci è… o ci fa?
Vergogna!
Un sindaco sempre più solo, trafelato e politicamente assente mette in scena uno squallido avanspettacolo… Io, mammeta e tu…
Seduta deserta. Se ne riparlerà appena possibile, immagino non prima di marzo. Ma di chi (e di cosa) ha paura questo signore imbelle ed arrogante che tiene in scacco una Città con mediocri artifici?… e quando finalmente trova due consiglieri che spezzano la giostra delle surroghe… se la dà vigliaccamente a gambe, insieme ai compagnucci di bisboccia?… E perché dimentica la seconda convocazione (con la quale aveva blindato la surroga dei consiglieri di maggioranza)? Forse per prendere ancora tempo… una boccata d’aria… prima della canna del gas?
Oggi, con una Città prostrata dall’emergenza un sindaco dimezzato senza senso delle istituzioni, senza qualità e senza maggioranza… (ma quale maggioranza…) sparisce finalmente di scena. Cala la tela.
Requiem per Palazzo Caracciolo
Come purtroppo si temeva da tempo… palazzo Caracciolo crolla non solo sotto il peso del tempo, ma anche dell’incuria, dell’abbandono… e della neve. Un disastro annunciato che rischia di compromettere definitivamente quello che resta di un imponente architettura tardo rinascimentale e barocca, residenza principesca, sede di una prestigiosa accademia poetica (l’Accademia degli Incerti), monumento nazionale sin dal 1912. Leggerezze, ritardi, compromessi, dispersione di fondi ed il progetto lungamente perseguito di acquisire il palazzo al patrimonio pubblico è diventato (dopo la morte di Vittorio Alvino) un miraggio sempre più sbiadito, nelle attuali penurie di bilancio e nella drammatica congiuntura della finanza pubblica.
Un giorno la storia… forse ci dirà sulla base di quale intesa ‘politica’ Alberta e Peppino (presidente e vice…) dirottarono i fondi già stanziati. Un giorno… forse.
Consiglio
E’ il consiglio della neve, dell’emergenza, dei ritardi, delle approssimazioni… nel quale Laurenzano ed i pochi compagnucci superstiti sperano di liquidare (una botta e via…) l’ultimo appuntamento (forse) del degrado istituzionale, del capriccio travestito da ‘carattere’, della faida, delle ambizioncelle da tre soldi, degli sgambetti, delle sfuriate e dei piagnistei… spacciati per senso di responsabilità, e degli ipocriti sfiati di cidèp, che fingono… un’altra storia (e preparano la ricandidatura del capo). Un consiglio delle surroghe, rinviato contra legem per alcune settimane e per chissà quali non confessabili ragioni…, convocato finalmente 11 giorni fa… si tiene domani per parlare… non della città (non delle sue plumbee malinconie di oggi e neppure del suo, peraltro incerto, futuro), ma per un obbligo di legge già disatteso. Insomma una pena.
E intanto cade la neve.
Cenzino e Guerico
Cenzino Caronia (nato ad Atripalda il1929) e Guerico Russo (Torre le Nocelle 1924) ci hanno lasciato il 7 febbraio.
Geometra uno, funzionario dell’Acquedotto Pugliese, ingegnere l’altro, libero professionista e docente. Erano assai diversi Vincenzo e Guerico: Vincenzo con la passione ed il carattere (spigoloso) del polemista, insieme all’inseparabile Giovanni -Angelo- Spina (scioccolillo) nel gruppo di Andrea De Vinco, Guerico con i toni disincantati e perfino surreali di un forrest gump, svagato e gentile, amico della prima ora di Nicola Mancino. Eppure, ognuno a modo suo, avevano partecipato intensamente alla vita pubblica, ed anzi erano stati ’partigiani’ della lotta politica, tra sulliani e demitiani, che infiammò Atripalda e l’Irpinia negli anni ’60 ed oltre. Per la verità Guerico aveva vissuto anche la ‘grande’ politica attraverso il fraterno sodalizio con Vittorio de Caprariis, del quale aveva raccolto le ansie più profonde, confidente discreto e paziente. La sua testimonianza fu preziosa quando pubblicai un profilo di Vittorio. Ne fu felice e orgoglioso. Poco più di un mese fa mi confessò che non trovava più il volumetto (peraltro esaurito da anni). gli promisi che avrei fatto il possibile per rintracciarne una copia. E l’avevo pure trovata. Non ho fatto in tempo a dargliela.
Forza Ermelindo…
Il tetto di un capannone industriale a Chiusano San Domenico cede alla neve…non è l’unico caso in Irpinia ed in queste ore il pericolo non è del tutto scongiurato ad Atripalda, anche se la pioggia sembra dare un po’ di tregua (in agguato, però, ci sono le basse temperature previste per i prossimi giorni, fino a martedì).
Ma l’episodio di Chiusano tocca da vicino la nostra Città, perché riguarda la produzione di eccellenza di un’antica azienda atripaldese.
I danni materiali sono ingenti, ma Ermelindo Romano lavora da ieri senza sosta per trasferire la linea produttiva ad Atripalda. Forza Ermelindo…
Punto e a capo…
Il capo coc e com dell’unità di crisi forse pensava ancora alla crisi.. politica, dove il dilettantismo talvolta fa ‘plasticamente’ perfino simpatia… qualcuno gli spieghi, invece, che questa è emergenza vera ed i capricci, i ritardi, le approssimazioni si pagano a caro prezzo. Per esempio lasciar passare due giorni due di ‘tregua’ meteo senza una strategia, mentre gli sfiati di trombetta di quell’impunito di cidèp erano solo per i falò e per i tuttovabenemadamalamarchesa ed i suoi interventi… al più per… spostare una macchina… (un diesel?), non è solo dabbenaggine preterintenzionale, ma è consapevole sottovalutazione delle necessità, fino alla colpa grave.
Perché oggi, passato il Santo e passata la… festa, come previsto con largo anticipo, siamo punto e a capo, con le strade nuovamente imbiancate dalla neve, le temperature in discesa libera e la preoccupazione dei fondi che, impegnati forse un po’ allegramente, già scarseggiano. E in più si dovrà spalare ancora dagli stessi amici e conoscenti, si dovrà strizzare l’occhio all’elettore, si dovrà riorganizzare lo struscio nelle contrade (diciamo la verità… una faticaccia per Laurenzano e compagni superstiti), mentre le emergenze vere incombono: quelle degli anziani soli, delle periferie tuttora in parte isolate, dei nuovi pericoli di tetti (di abitazioni e di capannoni industriali) che rischiano di crollare.
Faceva tenerezza, ieri, la richiesta di aiuto a provincia e regione (pure necessaria) rilanciata a mezzo stampa dal vice, ex-protettore civile. Non ho ben capito se nascesse da un barlume di consapevolezza, oppure fosse già il segnale di una presa di distanza, prima della fine.
Ne parleremo nella sede consiliare… perché il nuovo consiglio comunale della surroga… sarebbe stato convocato per lunedì 13 febbraio. Temo, tuttavia, che perdurando lo stato di emergenza (e di confusione), i neo consiglieri Carlo Spina ed Ermelindo Romano dovranno aspettare tempi… migliori. Come quelli, per esempio, di Santo Domingo, dove, ci dicono, la temperatura è mite e le spiagge sono affollate… agli atripaldesi (e non solo a loro), invece, è toccata la…settimana bianca (e purtroppo… pure senza abbronzatura).
Emergenza
Attenzione. Non è finita. Intanto se, esaudito pure il capriccio del falò, si potesse approfittare della tregua per la messa in sicurezza di qualche area difficilmente raggiungibile e la verifica di situazioni di pericolo e si potesse depositare nel fiume la neve ed il ghiaccio ammassato… (come mi pare già qualcuno ha suggerito) non sarebbe un male… anzi.
