Ma quanto ci vuole…

…per riconvocare una seduta consiliare? Su, lo confessi Aldùlk, e promettiamo di non infierire, sono proprio rimasti in tre (indimenticabile Modugnoa tirare la carretta, in attesa di De Magistris.

Sindaco e vice, agli ordini di Cidèp si faranno prima il loro civico convegno, poi tutti da zia Pasqualina e lunedì si riparlerà di surroghe e surrogati… per rinviare tutto a marzo.

Intanto neppure il solito  compiacente sfiato di trombetta ha potuto sottacere che prudentemente Galasso, il sindaco di Avellino, si è tirato fuori… Lui… Laurenzano lo conosce… e ogni volta che può… lo evita. E Alberta? Che fine ha fatto Alberta?

Poteva finire a palle di neve, o a tarallucci e vino… temo invece che finirà proprio a pesci in faccia. Prosit.

Le regole di Aldùlk…

Che il sindaco… per caso avesse una certa allergia a rispettare le sue stesse ordinanze era già noto dalla documentata idiosincrasìa per… secchiello e paletta (che lo facesse poi per distrazione, sciatteria, rifiuto delle regole o perfino spregio delle istituzioni… questo lo dirà la storia… se mai dovesse occuparsi un giorno anche di siffatte amenità).

Ma il curioso (e spiacevole) incidente alla 600 di famiglia… ha il sapore di una piccola, per quanto -fortunatamente- non irreparabile, nemesi storica. Insomma, Aldùlk, che da sindaco aveva invitato i cittadini a non sostare sotto le gronde “per evitare danni a persone o cose”, da cittadino… si è distratto… o se ne è straimpipato… e patatràc.

Magari la prossima volta starà più attento a rispettare le ordinanze… almeno le sue… Rimane tuttora irrisolto il dubbio amletico… se Laurenzano ci è… o ci fa?

Vergogna!

Un sindaco sempre più solo, trafelato e politicamente assente mette in scena uno squallido avanspettacolo… Io, mammeta e tu…

Seduta deserta. Se ne riparlerà appena possibile, immagino non prima di marzo. Ma di chi (e di cosa) ha paura questo signore imbelle ed arrogante che tiene in scacco una Città con mediocri artifici?… e quando finalmente trova due consiglieri che spezzano la giostra delle surroghe… se la dà vigliaccamente a gambe, insieme ai compagnucci di bisboccia?… E perché  dimentica la seconda convocazione (con la quale aveva blindato la surroga dei consiglieri di maggioranza)? Forse per prendere ancora tempo… una boccata d’aria… prima della canna del gas?

Oggi, con una Città prostrata dall’emergenza un sindaco dimezzato senza senso delle istituzioni, senza qualità e senza maggioranza… (ma quale maggioranza…) sparisce finalmente di scena. Cala la tela. 

Requiem per Palazzo Caracciolo

Come purtroppo si temeva da tempo… palazzo Caracciolo crolla non solo sotto il peso del tempo, ma anche dell’incuria, dell’abbandono… e della neve. Un disastro annunciato che rischia di compromettere definitivamente quello che resta di un imponente architettura tardo rinascimentale e barocca, residenza principesca, sede di una prestigiosa accademia poetica (l’Accademia degli Incerti), monumento nazionale sin dal 1912. Leggerezze, ritardi, compromessi, dispersione di fondi ed il progetto lungamente perseguito di acquisire il palazzo al patrimonio pubblico è diventato (dopo la morte di Vittorio Alvino) un miraggio sempre più sbiadito, nelle attuali penurie di bilancio e nella drammatica congiuntura della finanza pubblica.

Un giorno la storia… forse ci dirà sulla base di quale intesa ‘politica’ Alberta e Peppino (presidente e vice…) dirottarono i fondi già stanziati. Un giorno… forse.

Consiglio

E’ il consiglio della neve, dell’emergenza, dei ritardi, delle approssimazioni… nel quale Laurenzano ed i pochi compagnucci superstiti sperano di liquidare (una botta e via…) l’ultimo appuntamento (forse) del degrado istituzionale, del capriccio travestito da ‘carattere’, della faida, delle ambizioncelle da tre soldi, degli sgambetti, delle sfuriate e dei piagnistei… spacciati per senso di responsabilità, e degli ipocriti sfiati di cidèp,   che fingono… un’altra storia (e preparano la ricandidatura del capo). Un consiglio delle surroghe, rinviato contra legem per alcune settimane e per chissà quali non confessabili ragioni…, convocato finalmente 11 giorni fa… si tiene domani per parlare… non della città (non delle sue plumbee malinconie di oggi e neppure del suo, peraltro incerto, futuro), ma per un  obbligo di legge già disatteso. Insomma una pena.

E intanto cade la neve.

 

Cenzino e Guerico

Cenzino Caronia (nato ad Atripalda il1929) e Guerico Russo (Torre le Nocelle 1924) ci hanno lasciato il 7 febbraio.

Geometra uno, funzionario dell’Acquedotto Pugliese, ingegnere l’altro, libero professionista e docente. Erano assai diversi Vincenzo e Guerico: Vincenzo con la passione ed il carattere (spigoloso) del polemista, insieme all’inseparabile Giovanni -Angelo- Spina (scioccolillo) nel gruppo di Andrea De Vinco, Guerico con i toni disincantati e perfino surreali di un forrest gump, svagato e gentile, amico della prima ora di Nicola Mancino. Eppure, ognuno a modo suo, avevano partecipato intensamente alla vita pubblica, ed anzi erano stati ‘partigiani’ della lotta politica, tra sulliani e demitiani, che infiammò Atripalda e l’Irpinia negli anni ’60 ed oltre. Per la verità Guerico aveva vissuto anche la ‘grande’ politica attraverso il fraterno sodalizio con Vittorio de Caprariis, del quale aveva raccolto le ansie più profonde, confidente discreto e paziente. La sua testimonianza fu preziosa quando pubblicai un profilo di Vittorio. Ne fu felice e orgoglioso. Poco più di un  mese fa mi confessò che non trovava più il volumetto (peraltro esaurito da anni). gli promisi che avrei fatto il possibile per rintracciarne una copia. E l’avevo pure trovata. Non ho fatto in tempo a dargliela. 

Forza Ermelindo…

Il tetto di un capannone industriale a Chiusano San Domenico cede alla neve…non è l’unico caso in Irpinia ed in queste ore il pericolo non è del tutto scongiurato ad Atripalda, anche se la pioggia sembra dare un po’ di tregua (in agguato, però, ci sono le basse temperature previste per i prossimi giorni, fino a martedì).

Ma l’episodio di Chiusano tocca da vicino la nostra Città, perché riguarda la produzione di eccellenza di un’antica azienda atripaldese.

I danni materiali sono ingenti, ma Ermelindo Romano lavora da ieri senza sosta per trasferire la linea produttiva ad Atripalda. Forza Ermelindo…

Punto e a capo…

Il capo coc e com dell’unità di crisi forse pensava ancora alla crisi.. politica, dove il dilettantismo talvolta fa ‘plasticamente’ perfino simpatia… qualcuno gli spieghi, invece, che questa è emergenza vera ed i capricci, i ritardi, le approssimazioni si pagano  a caro prezzo. Per esempio lasciar passare due giorni due di ‘tregua’ meteo senza una strategia, mentre gli sfiati di trombetta di quell’impunito di cidèp erano solo per i falò e per i tuttovabenemadamalamarchesa ed i suoi interventi… al più per… spostare una macchina… (un diesel?), non è solo dabbenaggine preterintenzionale, ma è consapevole sottovalutazione delle necessità, fino alla colpa grave.

Perché oggi, passato il Santo e passata la… festa, come previsto con largo anticipo, siamo punto e a capo, con le strade nuovamente imbiancate dalla neve, le temperature in discesa libera e la preoccupazione dei fondi che, impegnati forse un po’ allegramente, già scarseggiano. E in più si dovrà spalare ancora dagli stessi amici e conoscenti, si dovrà strizzare l’occhio all’elettore, si dovrà riorganizzare lo struscio nelle contrade (diciamo la verità… una faticaccia per Laurenzano e compagni superstiti), mentre le emergenze vere incombono: quelle degli anziani soli, delle periferie tuttora in parte isolate, dei nuovi pericoli di tetti (di abitazioni e di capannoni industriali) che rischiano di crollare.

Faceva tenerezza, ieri, la richiesta di aiuto a provincia e regione (pure necessaria) rilanciata a mezzo stampa dal vice, ex-protettore civile. Non ho ben capito se nascesse da un barlume di consapevolezza, oppure fosse già il segnale di una presa di distanza, prima della fine.

Ne parleremo nella sede consiliare… perché il nuovo consiglio comunale della surroga… sarebbe stato convocato per lunedì 13 febbraio. Temo, tuttavia, che perdurando lo stato di emergenza (e di confusione), i neo consiglieri Carlo Spina ed Ermelindo Romano dovranno aspettare tempi… migliori. Come quelli, per esempio, di Santo Domingo, dove, ci dicono, la temperatura è mite e le spiagge sono affollate… agli atripaldesi (e non solo a loro), invece, è toccata la…settimana bianca (e purtroppo… pure senza abbronzatura).

Emergenza

Attenzione. Non è finita. Intanto se, esaudito pure il capriccio del falò, si potesse approfittare della tregua per la messa in sicurezza di qualche area difficilmente raggiungibile e la verifica di situazioni di pericolo e si potesse depositare nel fiume la neve ed il ghiaccio ammassato… (come mi pare già qualcuno ha suggerito) non sarebbe un male… anzi.

 

San Sabino

E’ il giorno della santa Manna che solennizza il dies natalis (cioè la ricorrenza della morte, nascita in Dio) del Santo Vescovo taumaturgo. Attraverso i segni dell fuoco e dell’acqua lustrale si rinnova, in questa festa che l’emergenza rende più raccolta ed ‘antica’, la trama di spiritualità, tradizione, identità della comunità atripaldese.

San Sabino, ora pro nobis.

Antonio Alviggi

Se n’è andato con la neve zi’Ntunino e la sua scomparsa, prematura, ma purtroppo non del tutto inattesa, non ha avuto -mi pare- adeguata risonanza pubblica. Antonio Alviggi aveva fatto  di una passione una  professione (e viceversa): raccoglitore di vetustà e memorie, salvava e ricollocava frammenti e pagine di storia irpina ed atripaldese. Collezionista curioso ed instancabile, aveva raccolto una ricchissima galleria di immagini e migliaia di cartoline illustrate di Atripalda (e non solo), antiche stampe, qualche vecchio dipinto, documenti, carte quasi sempre destinate al macero che ritrovavano una nuova vita e riannodavano il filo di antichi racconti. Dobbiamo a lui (ne parlo ora per la prima volta, perché se ne conservi memoria) il recupero di una intera cassa di documenti (cassa compresa, se non ricordo male) della famiglia Capozzi: documenti poi rifusi nella ricchissima donazione della nobile signora Cristina Di Marzo Capozzi (donazione che  oggi è la sezione di maggior pregio della nostra biblioteca comunale). Ci contattò timidamente, zi’Ntunino,  e formulò una richiesta simbolica (le spese), orgoglioso di poter contribuire al ‘racconto’ della storia cittadina. Di questo dobbiamo tutti essergli grati. La famiglia sarà sicuramente gelosa custode delle sue collezioni e delle sue carte: materiali eterogenei e forse alla rinfusa, dei quali quasi nessuno conosce la consistenza ed il valore. Formulo l’auspicio che questi documenti, attentamente esaminati, non vadano dispersi e possano essere (come quelli dell’archivio di Sabino Tomasetti), con modalità da definirsi, resi fruibili a ricercatori e studiosi. In memoria.

Attenzione… a non perdere la testa

Bisogna fare molta attenzione in questa fase dell’emergenza. Perché se è facile sbagliare anche per le persone normalmente accorte e prudenti, figurarsi per un sindaco,  a sua insaputa capo coc e com, che ha già dato più volte chiari segni di inattitudine al ruolo. La ‘storia’ comincia con il dispaccio diffuso questa mattina da un ringalluzzito e pimpante Cidèp (al quale va sempre più stretto il ruolo a scadenza di comunicatore e cerimoniere e che si esercita più volentieri in quello diconsigliere, uomo ombra, alterego …insomma di vice… e non se ne abbia a male l’ex protettore civile). Povero De Vinco… vicino al colpaccio di vedersi restituita  l’ambitissima delega di Moschella, poi transitata in capo al sindaco ed infine tornata -come nel gioco dell’oca- al punto di partenza:e c’è chi smonta e rimonta il complicato e tortuoso meccanismo decisionale di Laurenzano, chi lo lubrifica o lo inceppa… e poi si dilegua nell’ombra di comunicati compiacenti ed ipocriti e di anonimi ed incendiari bollettini di guerra.

Mi aveva preoccupato quel dispaccio… parlava di una vile aggressione, in pieno centro cittadino, ai danni di un volontario. “Intanto si registrano -scriveva Cidèp-  infamanti atti di violenza e vandalismo: un volontario è stato aggredito da un gruppo di ragazzi nel corso delle operazioni di spazzamento in piazza Umberto I. Ricoverato in ospedale, ha riportato traumi e una forte contusione al braccio destro che gli è stato fasciato in maniera rigida. Episodi simili si sono registrati con altri volontari.” ed il comunicato ha fatto in un attimo il giro del web… Il sindaco, anzi, per come ha riferito la stampa, era pure intenzionato a sporgere denuncia contro ignoti…

Poi la smentita… (e le successive precisazioni)… ma quale atto vandalico, quale vile aggressione… erano palle di neve… che per caso nella mattinata di sabato attinsero l’uomo che,  incazzato, con quei ragazzi un po’ troppo vivaci, lo è ancora, ma è subito tornato al suo posto,  esempio di abnegazione.

Allora… vile aggressione, o tiro al bersaglio? A quanto pare solo una pura fatalità… per fortuna senza gravi   conseguenze. Chiedano scusa alla Città sindaco e comunicatore che stamattina, senza nessun controllo, cavalcano un episodio di due giorni fa. Contravvenendo rispettivamente alle regole elementari del rigore istituzionale e della deontologia professionale: prudenza e verifica delle fonti; con un danno di immagine incalcolabile per la Città e con effetti  a cascata non prevedibili.

Intanto l’episodio denunciato da Luca Criscuoli, forse tra i più gravi, poi quello di Contrada Pettirossi, poi gli ordini e i contrordini per amici e conoscenti del sub delegato Moschella (rimosso e riabilitato nel giro di qualche ora, sulla base dell’autorevole… malleveria di Cidèp), poi le storie di ordinaria ‘follia’ di estemporanee necessità (come quelle raccontate da Antonio Cucciniello). Un sindaco (al quale non dovrebbero essere i cittadini ad insegnare  il ‘mestiere’) dovrebbe sapere che alimentare il pubblico sdegno, quando i disagi compromettono la serenità dei singoli e della collettività è un comportamento riprovevole… fino al procurato… allarme.

Insomma qualcuno ha perso la testa, e gioca a fare masaniello, e qualcun’altro gli regge il moccolo (mentre cives-centrosinistri e sellini…stanno a guardare.. come le stelle di Cronin). E intanto la città è allo sbando, e sergenti e caporali possono (bene o male… male) fronteggiare la situazione… solo perché siamo ad inizio anno (e di bilancio) e da qualche parte si spremeranno le decine di migliaia di euro che costerà (a botte di nove, diecimila al giorno) la sola fase emergenziale. Almeno si riducessero i disagi per i cittadini, almeno si potesse, con la task force che millanta cidèp, assicurare un livello minimo di percorribilità nel centro cittadino. (Per non parlare delle periferie e delle contrade rurali che, dopo un primo parziale e tardivo intervento, sono abbandonate al loro destino, o al più sono meta di un vergognoso struscio elettorale). Niente… già stasera le strade erano tornate intransitabili e la nottata (che deve passare) non promette niente di buono.

Poi si dovranno quantificare anche i danni al patrimonio pubblico, poi quelli ai privati a seguito della concitazione dei primi interventi, poi gli eventuali contenziosi… (ai quali Aldùlk spera di mettere un freno con… un’ordinanza:

….Attenzione….Battaglione … è asciut pazzo lu  patrone…

ai pedoni è severamente vietato transitare sotto il cornicione,

sulla carreggiata stradale, sulle piazze innevate,

e sui marciapiedi ingombri di neve…

se non muniti di catene…

 gravissime pene ai contravventori…

un paliatone e si va pure in prigione.

… e se uno cade ben gli sta, il coc… declina  tutte le responsabilità…

E poi si lamentano pure, se qualcuno sbotta…

I costi, dicevo… posso azzardare una cifra? Credo che non basteranno cinque milioni di euro. E naturalmente per le attività commerciali ed industriali ripartire, con i tempi che corrono, non sarà per niente facile.

Certo la neve non è colpa di Laurenzano (almeno quella, ma un pensierino… uànima… sai che goduria regolare la neve… apri il rubinetto… chiudi il rubinetto…). Le inefficienze ed i ritardi, invece, sì… quelli sono cosa sua (e della compagnia di giro) e purtroppo li pagheranno a caro prezzo gli Atripaldesi.

In the mejo family… i Penny Press

Veramente lusinghiero il giudizio che Michael Pergolani e Renato Marengo hanno espresso in diretta nella edizione di Demo del 3 febbraio (che si può ascoltare in podcast sul sito Rai). Nel corso di una trasmissione speciale dedicata alla Mejo Family, cioè ai gruppi ritenuti di migliore qualità hanno dichiarato: “so’ fortissimi [...] una band di valore”. Una bella soddisfazione per la giovane band avellinese che attualmente è ai primi posti nella  classifica The Best 2011/2012. Tutti possono ascoltare il brano ed eventualmente votare al link.

Voragine a via Pettirossi

Ieri a contrada Pettirossi, durante le tardive operazioni di spalamento della neve, un grosso mezzo gommato è finito in uno scavo dell’ Alto Calore, già più volte segnalato come pericoloso e nelle condizioni attuali davvero micidiale. Il mezzo è riuscito a liberarsi e se n’è andato, nonostante le pressanti richieste di intervento dei residenti. La voragine, segnalata all’ Utc che ha promesso di intervenire, rappresenta un gravissimo pericolo per chi, residenti e volontari di soccorso, è costretto a transitare in situazioni di emergenza nella zona.

San Sabino ‘e febbraio

Allora anche quest’anno viene annullata la festa civile di San Sabino di febbraio il giorno 8, mentre si conferma il programma religioso del 9.

L’anno scorso fu per le tragiche circostanze della morte del caro Pasquale Guanci e quest’anno ci si mette la neve. Coincidenze. Mi piacerebbe pensare, tuttavia, che il nostro Santo protettore, almeno a febbraio, non vuole ‘feste’.

A dare suggestione e sostanza spirituale ed identitaria alla comunità, bastava il rito del fuoco e la fede semplice nella Santa Manna e, più di tutto, l’esempio vivido di un vescovo, santo tra la gente, del quale la nostra Atripalda conservava non solo memoria storica, ma memoria viva. Forse da qualche anno non è più così e dovremmo interrogarci tutti su come velocemente mutino i tempi  e i modi del nostro vivere.

Proviamo a ritrovare intorno al fuoco del santo solidale, la solidarietà e la speranza. Per le sagre c’è sempre tempo…

Ma insomma…chi comanda?

Speriamo solo che la farsa non si trasformi in dramma e che la ‘disturbata’, che un giorno si ed un giorno pure, va di scena a Palazzo Civico, non degeneri con tangibili conseguenze. Mentre si rincorrono boatos e pallide smentite.

Insomma solo alle ore 16 e 40 di oggi viene protocollato il documento (prot. 1523) che, invocando un  Centro Operativo Comunale  (Coc) per l’emergenza neve (del quale per due giorni nessuno si era ricordato), definisce e formalizza (dopo gli sfiati di trombetta di un comunicatore, sparito quasi improvvisamente di scena) ed a più di 60 ore dal disastro,  una tardiva  linea di comando.

Laurenzano, finalmente, rende noto… bla, la, bla… ma a chi, come, quando… urlandolo dal pennone del civico palazzo?

Ma, a pescindere… e che coc…chio ci voleva a dire che… sindaco, capo dell’Utc e comandante della Polizia Locale esercitano funzioni di coordinamento in una situazione di emergenza, quale che sia? Ed a mettere in fila tre o quattro linee telefoniche?  Invece, come al solito, è andata in scena la peggiore rappresentazione dello sfascio istituzionale, che ha rischiato di travolgere anche gli Uffici. E non aggiungiamo altro per carità di patria…

Sono scesi prima in campo gli sceriffi, i vice sceriffi ed i caporali di giornata, poi qualcosa non ha funzionato… e si sono visti alcuni assessori ed evocati alcuni consiglieri della presunta maggioranza. Ma le foto erano inequivocabilmente eloquenti… alla scrivania del sindaco c’era il responsabile facente funzioni dell’ Utc (arch. Cocchi… e questo poteva essere perfino un bene…), ma veniva fuori pure un’altra storia… tutta da chiarire (a partire dalla contraddizione tra il documento ufficiale del…coc e il tardivo dispaccio (un disgustoso … sfiato di trombetta) diffuso, poco dopo le 19, dal riemerso comunicatore cidèp.

Nelle emergenze (che beninteso possono pure essere imprevedibili e non era questo il caso) si richiamano in servizio tutte le forze disponibili, si prealleartano le imprese private, insomma ci si attrezza a fronteggiare le difficoltà, con ogni mezzo. Niente… e non è in discussione l’abnegazione di pubblici dipendenti e volontari… ai quali, da subito e con dati di fatto, ho espresso la mia più convinta solidarietà. Ma si sono appalesate le macroscopiche insufficienze di chi pensava di governare la città con il trio Lescano e qualche comparsa di contorno… io, mammet’ e tu, e di vivacchiare fino a Pasqua, preoccupato solo di ordire trame e preparare trabocchetti.

Se questo è Laurenzano… nessun commissario prefettizio avrebbe fatto peggio. Vorrei ricordarlo a chi (piedìni, cives-centrosinistri e sellini compresi, ne hanno fatto un argomento per tenere in piedi un sindaco che… conferma di essere ‘plasticamente’  quello che è.

Speriamo che i cittadini se ne ricordino… ‘na ser’ ‘e maggio…

Leggo l’appello di un cittadino  di buona volontà ed encomiabile senso civico. Ha trovato le parole per esprimere riprovazione e sdegno, ma anche per richiamare la comunità tutta ad una responsabilità comune. Sono sicuro che, come Antonio Cucciniello, nella nostra Atripalda ce ne sono tanti altri. Si facciano avanti, senza timori. Forse Atripalda, grazie a loro, può ancora avere un futuro.

Vincenzo

Il commento di un gentile blogger mi ha suggerito qualche riflessione che, mi pare, meriti un… post.

 

Mi scrive Luigi:

Che il signor Vincenzo Moschella è il nipote del più celebre e variopinto Emilio è un particolare che non conoscevo e non mi meraviglia più di tanto. Leggo in un commento, nella sezione attualità di Atripalda News, dell’exploit elettorale che da perfetto sconosciuto ha avuto alle provinciali del 2009, beh adesso, si comincia a capire come sia stato possibile. Il ragazzo, in qualche commento, faidate, viene elogiato per gentilezza, impegno e serietà tanto che si spera in una futura candidatura “…nelle amministrative conta la persona e non il partito…”. Però, diamine: Udeur, Movimento Autonomista, Noi Sud e…; per l’età che ha è abbastanza o no? [...]

Che fa, signor Luigi, mi dimentica che Vincenzo è stato portavoce nel 2006-2007 di un secondo fantomatico circolo di ‘famiglia’ della Margherita? La cosa sembrò allora solo una iniziativa goliardica…, ad usum Aemilii, ma non fu affatto priva di conseguenze. Intanto, a norma di statuto, si rese necessaria l’elezione di un convenzione cittadina (della quale il giovanotto fece parte, come potrà verificare da una nota pubblicata 5 anni fa da Irpinianews).

Poco dopo, tra l’altro sul nome e le modalità di indicazione del Presidente della Convenzione predetta, precipitò la diaspora dei Civitas (Acerra, Alvino, Foschi, Mastroberardino, Penza, Troisi, mentre Laurenzanodoubleface era un po’ di qua e un po’ di là). E poi successe (ma non fu colpa di Vincenzo) quel che successe… e amen.

La aiuterebbe, immagino, sapere che il ‘regista’ più o meno occulto dell’intera operazione fu il malinconico nipote Peppino… Rileggere oggi i nomi dei protagonisti e del loro posizionamento in quella vicenda può forse tornare utile anche per interpretare il presente. Si, forse in quella occasione sbagliai a non farmi da parte. Ma lo feci per un estremo atto di lealtà. Non bastò, come era, peraltro, facilmente prevedibile.

P.S.: Sento dire, ma non sono in grado di confermarlo, che Vincenzo giri dalle parti dell’Udc… E magari riparte la giostra…

Fin qui il commento… Ma le… cose, a quanto pare, girano pure più velocemente del previsto. E, per ora, non è facile dire dove andranno a fermarsi.

Unità di… crisi? … ma veramente?

Che succede? Si riparla di…crisi? Vuoi vedere che dove non ce l’hanno fatta i partiti… piedìninpartibusinfidelium, udiccinidilottaesottogoverno, pidielliniarimorchio…. Mannaggia… a saperlo che bastava la neve… forse alcuni non si sarebbero neppure dimessi. Mah!

E  vediamola quest’unità di crisi…  (ma non ci doveva essere un piano di emergenza comunale, pagato pure qualche soldino?): intanto si gonfia e si ammoscia alla bisogna. Prima c’era Moschella, neoprotettore civile, con sindaco e vice… ora, nel week end, sparisce Emilio e compare Nancy, con l’aggiunta di Adamo e… e i CivesCentrosinistri? Dove stanno? e la profpartenopea? e il giovanottoandrea? A giocare a palle e a fare i pupazzi? O a preparare quella delizia con il vin cotto… e scoprire che a parecchi ancora ci piace… ‘o vino c’ ‘a neve?

Mentre l’unità di crisi si prepara ad assistere alla diretta della seconda fase dell’emergenza (e almeno Laurenzano chiude con prudente anticipo le scuole, come gli avevamo suggerito), c’è qualcosa che non quadra in questa maggioranza agli sgoccioli, nella quale, anche in piena calamità, non si placa la vocazione al braccio di ferro, alle parole grosse, al ricattuccio…

Magari Emilio, dopo aver garantito la ‘governabilità‘ e le poltrone… altrui, non serve più, si scopre improvvisamente ‘scomodo’ e poi già scalda i motori ai box il giovane nipote che si chiama Vincenzo (bravo giovane, per carità, ma un po’ -come dire- ondivago…) e così va in onda pure il serial…Moschella contro

La partita, insomma, si fa…dura e comincia solo adesso. E’ una pessima partita, fatta di vendette e tradimenti, insufficienze ed ipocrisie, che si gioca contro Atripalda e gli Atripaldesi. Basterebbe cambiare programma, o spegnere la tivvù. Via Aldùlk, via Cidèp… Pluff. E voltare pagina: con sobrietà, dignità, misura. Sapendo che non è facile amministrare una Città, ma che, dopo Laurenzano, vale la pena di provarci… tanto…peggio di così…

Emergenza… neve

Un’ emergenza ampiamente prevista si trasforma, al solito, in una arruffata ed incocludente corsa contro il tempo. Tardive ordinanze di chiusura delle scuole e quindi confusione e disagio, nessuna azione preventiva, contrade isolate: è il solito bollettino di guerra di una città capoluogo (ed una periferia… come si candida ad essere malinconicamente Atripalda) abbandonate a se stesse.

Aggiornamento:

(ore 17,07)

Si segnala sommessamente a chi è tenuto  provvedere (sindaci, vice e protettori civili…) che a partire dalle ore  19 di domenica, e con maggiore intensità dalle 01 di lunedì, fino alle ore 19, sono previste precipitazioni nevose ed un forte abbassamento della temperatura da 0° a -4°, con tendenza a peggiorare martedì fino a -5°.

Eventuali ordinanze, se ritenute necessarie, si predispongano perciò, sin dalla serata di domenica e siano immediatamente comunicate alla cittadinanza. La comunicazione di un ente pubblico, vorrei ricordare al pubblico dipendente Cidèp,  è un servizio e non compiaciuta propaganda, specialmente quando inefficienze, ritardi e disagi sono sotto gli occhi di tutti.

Un caloroso ringraziamento va a quanti in queste ore, dipendenti pubblici e privati, volontari e cittadini si stanno prodigando per dare sollievo. Mentre segnalo una particolare attenzione per ammalati, diversamente abili ed anziani soli, dei quali andrebbero verificate eventuali necessità materiali, a partire dai generi di prima necessità, all’assistenza infermieristica. (Mi conforta sapere che la Misericordia di Atripalda sta già facendo, anche in questo caso, un eccellente lavoro).

Penny Press

I Penny Press, gruppo fondato da Luca Di Leo (autore dei testi, basso, armonica, synth) ed Antonio La Sala (autore della musica, voce, chitarra acustica, ukulele) tornano su Rai Radio 1 Demo, il noto programma musicale di Michael Pergolani e Renato Marengo. Il brano Delle fabbriche di occhiaie e dei film di serie B, sarà trasmesso dalla rete nazionale domani 3 febbraio, alle ore 23. Per il gruppo, che si completa con Antonio Russo (fonico sul palco, effettistica) Roberto Lombardi (tastiere), Luigi Maffei (batteria), è una conferma della crescente attenzione di pubblico e critica. Attualmente I Penny Press stanno collaborando alla realizzazione della colonna sonora del film A mio padre piaceva Rivera del regista Federico Di Cicilia.

Sul sito di DemoRai è possibile votare per i Penny Press nella classifica speciale The best 2011/2012.

L’ Upi…

E finalmente arriva il giorno della protesta collettiva delle Province d’I…taglia. Tutti i Consigli Provinciali del Bel paese (che non è una marca di formaggini) si riuniscono stamattina per approvare (nintepopòdimeno) un comune ordine del giorno. Nei cui taumaturgici effetti, sono disposto a scommettere, non crede proprio nessuno. E che si fa così.. tanto pe’ cantà, pe’ ffa’ qualche cosa… mentre  demagogicamente le Province sono state già sacrificate sull’altare di conti che non tornano e torneranno -prevedibilmente-anche meno. La mia opinione, per quello che vale, è nota da tempo: andrebbero abolite (o almeno fortemente ridimensionate  e ripensate) le Regioni, i veri motori di una spesa fuori controllo, come dimostrano tutti gli indicatori (che gli esperti di ogni colore si ostinano ad ignorare). Ed allora… allegramente verso il disatro finanziario. Si tratterà di vedere solo che si inventerà, stavolta, la signora Fornero.

L’acqua calda…

Mentre, con un po’ di misurato trionfalismo, si rendono noti i primi risultati dei blitz di agenzie e guardie preposte alle vie dello shopping ed alle località dei vip, in ora di punta ed in alta stagione (e quando se no…), non si può non considerare con ogni possibile benevolenza che si va scoprendo la formula miracolosa dell’ acqua… calda.

Vediamo… circa un terzo di scontrini non emessi? anche a Milano? Si, e allora? Ive inevase, merce taroccata, lavoratori in…grigio? concentrazioni di auto di lusso a …Cortina… a natale? embé? Pare … E allora? di Armando Gill,  quella del “tram di Posillipo al tempo dell’està“… con la ovvia morale della…favola. …”che ‘a vecchia via p’ ‘a nova nun s’ ha da mai cagnà“; oppure l’ inchino…coast to coast: insomma la sorprendente scoperta dell’ovvio. Con una spettacolarizzazione mediatica degna di ben più mirabolanti scoperte, ed il divertente gioco delle parti di Totò e Fabrizi in Guardie e ladri. Con il retrogusto amaro che si voglia distogliere l’attenzione (alimentando lo sdegno collettivo) che a pagare siano alla fine sempre gli stessi… a prescindere se governi Prodi, Berlusconi o Mario Monti… applicando il collaudato sistema del… cetriolo, che assicura -come tutti sanno… (ma va?)-  un immediato (e non indolore) reperimento delle risorse. Controlli sulla documentazione, meno spettacolari e più efficaci, ogni mese (e non…almeno una volta all’anno…come i precetti), e poi fateci sapere, dopo gli accertamenti… ed i comunicati stampa, quanto ed in quanto tempo si… incassa… Dovremo -temo-  riparlarne.

Partiti…tra burattini e burattinai

Per quanto non commensurabile (né per lo schieramento né per i ‘numeri’ in gioco) l’esito (per ora) del percorso politico di Tomasetti (pidì) e di Romano (pdl) che non rinnovano le tessere dei rispettivi partiti, appare speculare e sostanzialmente omogeneo.  Tale scelta, infatti, per le modalità e le ragioni che l’hanno determinata, segna la crisi, nessuno sa quanto  e se provvisoria, dei due partiti di massa (evanescenti e verticistici) ai quali con un po’ di ottimismo si era affidata, anche ad Atripalda,  l’illusione di un rinnovamento della politica.

Più che il fallimento del bipolarismo (imperfetto quanto si vuole e tuttavia necessario, e tanto più necessario in un maggioritario ‘secco’), mi pare la conclusione, neppure traumatica, di un innaturale bipartitismo che non ha realizzato né una nuova coscienza politica né plausibili forme di militanza. Si deve forse ripartire anche da qui per indagare le ragioni di una deriva tecnocratica, che se oggi offre qualche speranza di sfuggire ad una crisi di sistema (crisi, a quanto pare, dei mercati finanziari, prima ancora che ‘economica’), non sembra in grado di disegnare un futuro possibile. D’altra parte il folle proposito di una ‘disarticolazione di sistema’ sulla quale si esercita l’udc dei due forni (dei due pesi e due misure, insomma di una utilitaristica ambiguità marginale) è una opzione velleitaria, quasi come quella ‘separatista’ della lega, e pertanto incapace di rappresentare una proposta credibile.

Non si intravedono spiragli né nelle liturgie di eterne ed autoreferenziali burocrazie partitiche, né nelle ricorrenti  auspicate magie di illusionisti e taumaturghi. Però, ad Atripalda, il 6 ed il 7 maggio si vota e, pure nel generale scoramento, qualcosa ci si dovrà pure inventare per restituire alla pubblica amministrazione dignità, o almeno decoro. E in fondo, ad Atripalda, non sarebbe neppure troppo difficile…basterebbe mandare a casa una decina di bugiardi, doppiogiochisti e millantatori… alla faccia dei soliti burattini (e dei soliti burattinai). Amen.

Appeso alle surroghe…

Un Aldùlk, ringalluzzito dalle lacerazioni piedìne, da un udc in mezzo al guado (e senza -per ora- un candidato) e dalla liquefazione del pdl (con la lettera minuscola…perché ad Atripalda senza… popolo e senza libertà… come denuncia, con tutto il garbo possibile, Ermelindo Romano) ricompare librandosi sugli sbuffi di ripetuti sfiati di trombetta. Provando ad occultare, nel marasma della politica cittadina, un quinquennio di cattiva amministrazione: mentre, nel più assoluto e protervo dispregio della legge, ritarda e dilata i tempi delle surroghe.

Evidentemente, più che una prioritaria necessità normativa, le surroghe si sono rivelate (immagino per una veniale ed ingenua sottovalutazione degli effetti…da parte dei dimissionari) un escamotage, una furbata, un trucco… per consentire a Laurenzano (e compagnucci superstiti), di galleggiare fino alla fine. Con una irresponsabilità che è pari solo alla sua nota arroganza ed alla riconosciuta inattitudine al ruolo.

Qualcuno dovrebbe ricordargli che la Prefettura potrebbe attivare, sulle ritardate surroghe, i poteri sostitutivi di un commissario ad acta… Chissà che l’eventualità (per quanto remota) non possa suggerirgli di darsi una… mossa.

Stracci e… straccetti

Sarà rimasto un tantinello deluso chi si aspettava che dalla conferenza stampa dei piedìni superstiti (sono rimasti in tre…) almeno volassero gli stracci. Niente, nada, nisba… solo presine e straccetti. Mentre si consuma in un tripudio di caccavelle, putipù e triccheballacche la risibile esperienza amministrativa e politica  di Aldùlk e compagnuccitutti.

Non sarà facile ‘ricostruire’ da queste olezzanti macerie. Sarà necessaria tutta l’abnegazione, la sobrietà, la misura di chi, vincendo ogni comprensibile riluttanza, vorrà ritessere il filo di una comunità incerta e lacerata. Senza primogeniture presunte.