Senza decoro (e senza qualità)

Impudenti, bastonati, ilari, distratti, reattivi (persino il consigliere Adamo di Sel, che evidentemente percepisce almeno l’intima contraddizione tra ciò che pensa e ciò che non dice) Laurenzano e superstiti compagnucci recitano ancora una volta la macchietta di Ciccio formaggio… che nun ten’o curaggio…nemmeno ‘e  parlà.

La giostra delle surroghe (un atto dovuto) si trasforma -nella seduta consiliare di ieri, convocata peraltro con un inspiegabile ritardo contra legem- nell’ennesima occasione per una singolare recita a soggetto, tra irritualità e veri e propri strappi procedurali ed istituzionali. C’è un’atmosfera sciatta, da rompete le righe, righe che né i 5 centrosinistri-cives (era assente Guerriero e Linda Losco pareva vistosamente a disagio) né i due consiglieri di sel sono intenzionati a… rompere.

Insomma né con Laurenzano né contro, come gli ignavi nell’antinferno dantesco… a Dio spiacenti e a li nimici sui. Perché sono proprio loro, i 7 consiglieri di una sedicente maggioranza (che si rafforza tra trasversalismi e passi a due, nonostante i pesanti veti che evocano chissà quali inconfessabili questioni) a tenere a galla Aldùlk, pericolosamente inabile al servizio, non solo di sindaco, ma persino di presidente del Civico consesso. Inidoneo, com’è, a dare risposte alle questioni vere: formare una giunta che abbia competenze e progetto (il programma di fine mandato -come si ricorderà- gli fu bocciato in aula) e che ora si gioca rabbiosamente le carte di una ricandidatura con l’appoggio di Alberta (che non lo vuole e che, come altri tra i superstiti piedìni, ipocritamente una cosa dice e un’altra pensa). In questa condizione, che appare di degrado civile, oltre che istituzionale, tocca ai due consiglieri di “Merito è Libertà” – Adc richiamare al rispetto della legge ed al rispetto sostanziale e formale delle Istituzioni. Mentre le questioni amministrative sono trascurate ed abbandonate al degrado. Che ne è del Puc? Come è stata definita la tempistica con il Pio progettista arch. Castiello? Che ne è del progetto di Alvanite? dei piani casa, dei piani strategici, dei contenziosi in atto e di quelli venturi, del piano traffico e della gestione dei parcheggi (scaduta? no? in regime di prorogatio o cosa?). E come va il bilancio, la cui sorte è tuttora legata alla cartolarizzazione del Centro Servizi degli annunci caduti nel silenzio? O no? E di Abellinum, del parco archeologico, di palazzo Caracciolo e così via elencando? Invece Aldùlk ed i suoi malfidi scudieri, tutti agli ordini della fata turchina, insieme a presunti amici, nemici e canoscenti, si trastullano sulle plumbee oscurità della politica, tra incerte fedeltà e dichiarate appartenenze piedìne (senza tessera), questioni morali e conflitti di varia natura, alimentando attese (di assessorati) ed incrociando veti, in un torbido clima da basso impero. Ah! dimenticavo… Riconferma per il revisore dei conti Volino dottor Pasquale, mentre  esordisce pure il vice ex protettore civile, per annunciare -nella fuga precipitosa di Aldùlk- che la seduta è tolta.

Ancora sul Piano strategico

Dobbiamo, purtroppo, ancora occuparci del piano strategico di Avellino e quel che è peggio senza aggiungere molto al già detto (con la sola flebile speranza che, talvolta, repetita iuvant). L’unica, si fa per dire, novità è una stupefacente risposta dopo circa tre mesi, del tuttora, ineffabile, sindaco Laurenzano, ad una mia interrogazione del 20 dicembre 2007.
Dunque il 4 marzo (ed intanto è trascorso inutilmente un altro mese) Laurenzano scriveva:
“Il comune di Avellino, che deve elaborare tale piano, ha allo stato redatto solo un documento di metodo, per cui appare prematura ogni considerazione al riguardo: [...] Quanto poi alle richieste specifiche di convocare un consiglio comunale aperto, allo stato non esistendo ancora, come si diceva sopra, un documento di indirizzo, si rischia di non discutere aspetti concreti ma solo casomai di ribadire le linee programmatiche già discusse dal consesso consiliare”.
Confesso che veramente risulta difficile stabilire se in tali svagate esternazioni ci sia più dabbenaggine, colpevole ed inerte inconsapevolezza, o -non voglia Iddio- meschinità e malafede.
Povero Laurenzano… che in interviste televisive ed interventi giornalistici era apparso ruvidamente ‘risentito’ per essere stato consegnato (insieme alla nostra Città) ad una vergognosa e mortificante marginalità. Poche parole stizzite allora, fino allo scritto desolante di un mese fa ed al colpevole silenzio di oggi. Dunque Atripalda, convitata muta alla grande ed inutile parata del 3 dicembre scorso, oggi aspetta, incapace di assumere una qualsivoglia iniziativa, di promuovere uno straccio di discussione. Per pavidità o arroganza, intanto, il sindaco si sottrae al confronto con le forze politiche, sociali, culturali, imprenditoriali di Atripalda, su un ‘piano’ che dovrà ridefinire modalità e contenuti dello sviluppo urbanistico del capoluogo e dell’hinterland, e ridisegnare il territorio, anche in una prospettiva di decentramento di funzioni.
Un ‘piano’ che vale, per la sola città capoluogo alcuni miliardi di euro, non merita un confronto ed un coinvolgimento ampio in Consiglio comunale?
Ecco, sindaco Laurenzano, è tutta qui la conclamata insufficienza della sua gestione amministrativa: una gestione asfittica e burocratica, priva di idee e di strategie, ed incapace di coinvolgere, su prospettive di medio e lungo periodo e su questioni vitali, le forze vive e le risorse economiche ed intellettuali della sua Città.
Avevo concluso il mio intervento dello scorso 6 dicembre (cfr. La resa dei conti ) , con un accorato appello al sindaco:
“Laurenzano -scrivevo- avrebbe ancora la possibilità, con uno scatto di orgoglio, di chiamare tutte le forze cittadine (culturali, economiche, imprenditoriali, politiche) a sostenerlo in un confronto alto, senza pregiudiziali e vincoli di appartenenza, in una delle fasi più difficili della storia degli ultimi decenni. Sarebbe il primo segnale (altri ne dovrebbero venire) di una esperienza che, nata per meschine rivendicazioni di ruolo, potrebbe trovare una possibile occasione di riscatto.”
Non è successo nulla.
Delle due l’una: o gli sponsor politici pieddini (prima dello strappo demitiano) avevano assicurato ulteriori occasioni di confronto (e magari più riservati tavoli ‘tecnici’), oppure Laurenzano è tuttora convinto, e magari in buona fede, che possa veramente bastare il raffazzonato compitino programmatico del quale (con qualche ilarità) si sono occupate, a suo tempo, le cronache.
Nel primo caso avrebbe scientemente ed opportunisticamente rinunziato a rappresentare e garantire gli interessi legittimi della Città di Atripalda; nel secondo avrebbe fornito la prova ontologica della sua imbarazzante ‘inutilità’.

Il caso Noce e le questioni aperte

Spero mi perdonerà, signor sindaco, se replico alla sconclusionata sua, con la quale non ha risposto ad una mia interrogazione consiliare sull’incarico conferito alla sua gentile signora, prof. Rita Noce.
Nota purtroppo in atti (prot. n.1956) e che perciò stesso necessita di una rigorosa messa a punto.
Intanto la esonero (nella sedicente qualità di ex-amico) da ogni preoccupazione e la rassicuro sulla mia salute. Ma non posso, nel contempo, non stigmatizzare le sue parole che, prima che essere di pessimo gusto (sarebbe nulla, mi creda), sono deontologicamente assai discutibili.
Nel merito: ella invoca addirittura “uno sdoppiamento della personalità“:
1. per averle (ahimè!) augurato buon onomastico;
2. per svolgere il mio ruolo di consigliere comunale di opposizione, con serietà e scrupolo (e magari, qualche volta, con un pó di ironia).
Sono autorizzato a credere, dalla fragile sequenza delle sue argomentazioni, che le troppe (e, a quanto pare, poco congeniali) sue occupazioni pubbliche, le procurano chissà quale delirio di onnipotenza politica e chissà quali vertigini di infallibilità amministrativa.
Insomma, sindaco, neppure dopo la impervia ed inappropriata consultazione dell’enciclopedia Treccani (proprio non le bastava un buon dizionario?) le sono chiari i contenuti dell’incarico affidato alla sua gentile signora? Le hanno almeno spiegato che la prof.ssa Noce non svolge funzioni di ‘segretaria’ nè, tanto meno, di ‘City menager’ (ha scritto proprio così!)?
Non commento, peraltro, le gustose amenità ed i ‘refusi’, che immagino non le sarebbero sfuggiti se avesse riletto la nota a sua firma. Ma si può almeno sorridere della sua, diciamo così- negligenza?
Se poi sia “sterile” o “puerile” ritornare su una questione per la quale lei ha consegnato la nostra città alle cronache nazionali, converrà con me che la vicenda Noce possa essere oggetto di reciproche valutazioni discrezionali che attengono al buon gusto (il suo), prima che riguardare la politica, o addirittura i magistrati. Non ho mai ritenuto (glielo ribadisco, nonostante le sue temerarie provocazioni) che il confronto sulle scelte amministrative (e tale è il provvedimento de quo, per quanto bizzarro), dovesse essere affrontato nelle aule dei tribunali. E non le sto contestando, in questo caso, illegittimità o illeciti di qualsivoglia natura. Provo solo a farla riflettere (impresa evidentemente titanica e votata a sicuro insuccesso) sulla ‘opportunità‘ ed i ‘contenuti’ di un provvedimento di nomina che, per sua stessa natura, è esposto a valutazioni politiche ed a quesiti di merito.
Ma la sua suscettibilità è nota, come la sua ostinazione, e perciò non oso sperare in un atto di resipiscenza.
Purtuttavia non intendo rinunziare a segnalare alla pubblica opinione la sostanza di un atto amministrativo clamorosamente contraddetto dalle sue stesse parole e che, dal mio punto di vista, definisce modalità e stile della sua disinvolta e capricciosa azione amministrativa.
Mi perdoni, se insisto, ma quando mai ha nominato la professoressa Noce segretaria? Ricorda il provvedimento di nomina? Nel provvedimento del 23.8.2007 (prot. 9939) si parlava di “collaborazione, sotto il profilo della ricerca, informazione, elaborazione dati e notizie” e non mi pare sia la stessa cosa.
Dunque, proviamo a mettere ordine. La signora Noce, sua moglie, non è la sua segretaria come si ostina a ritenere-, ma la titolare (ancorchè non remunerata e, mi pare di capire, a tempo ‘perso e senza fissa ‘dimora’) di un “apposito ufficio posto alle dirette dipendenze del Sindaco e della Giunta”. Che si limiti a “portare qualche carta agli uffici” o a registrare qualche appuntamento o addirittura attendere al disbrigo “insieme con gli impiegati della corrispondenza natalizia”, ne avvilisce le funzioni e ne mortifica la professionalità. Non avesse altre occupazioni, adeguate all’incarico ricevuto, la signora Noce potrebbe spiegare i risultati di un quinquennio passato all’assessorato alla Pubblica Istruzione. Almeno il birichino successore Foschi la smetterà di attribuire alla luna la responsabilità dei denunciati disagi della scuola media cittadina fino ad ingerirsi (con svagata leggerezza) in funzioni e competenze che non sono sue
Come i viaggi di istruzione o la formazione delle classi, per esempio, su cui promette attenta vigilanza: quando non si è vigilato, assessore Foschi? E chi non lo ha fatto? Che sarà mai accaduto negli anni passati? Può spiegarlo, per favore, alla città?
Ah!… sindaco Laurenzano solo qualche mese fa sarebbe stato più intransigente e severo ricorda tutte le volte che, per molto meno, ha preso cappotto e cappello?
E non me ne voglia se dovrò ancora rivolgerle qualche domanda. A proposito, dov’è finito il progetto di via Roma. La presidente Alberta le ha procurato il promesso finaziamento per Palazzo Caracciolo? E il Cinema Ideal? E il centro servizi? E la riorganizzazione degli uffici? E la voragine del patrimonio comunale? Che dice delle cartelle ‘pazzerelle’ dell’ICI? Sa che il recupero di eventuali crediti (che scoprirà in buona parte ‘inesigibili’) ci costa già ora oltre venticinquemila euro? Riuscirà a quadrare il bilancio 2008? O dovrà alienare il patrimonio, o magari dica la verità- ha fatto un pensierino alle aliquote ICI? (un ritocchino, via, che sarà mai); o ricorrerà ancora alla seducente magia degli swap? (rate tutte col segno meno, purtroppo, quest’anno qualche altra decina di migliaia di euro in fumo; e meno male che il suo assessore Landi ci aveva tranquillizzato in Consiglio Comunale). E l’emergenza rifiuti sim sala bim è sparita? Quanto ci costerà? E le nuove tariffe? Quanto peseranno le sue incertezze e i suoi ritardi sulle tasche dei cittadini? Ha realizzato il sito di stoccaggio provvisorio, a Palmoleta? Ha chiesto, almeno, il dissequestro provvisorio di quello di via Tufarole? A proposito da quanto tempo non si fa un giro da quelle parti insieme al suo assessore Landi? (vedrà una vera e propria discarica a cielo aperto rifiuti speciali e pericolosi in quantità o sta aspettando la consacrazione ufficiale di “Striscia la notizia”, o preferisce, piuttosto “Le iene”? è partita la differenziata porta a porta o, tra uno studio e l’altro, è finita a Ballarò? E come va il rinnovo delle concessioni e degli appalti dei servizi? In prorogatio? Della concessione, in scadenza, alla Sidigas, che ci può dire? Grande e munifica Sidigas! E la toponomastica? Congelata? E i regolamenti? E il suo contributo al ‘piano strategicó? Congelato anche quello? Per non parlare dell’emergenza sociale, della sicurezza, dei giovani(tutto affidato al Piano di zona A/6?) e della deriva autoritaria, del deficit di democrazia, della ‘blindatura’ degli uffici comunali Forse, passata la sbornia della vittoria, placato l’amor proprio, e sfogate le smanie podestarili magari comincia a rendersi conto del disastro. Sarebbe già qualcosa!
Perciò non me ne voglia, sindaco Laurenzano, (e non se l’abbia a male). Continuerò a farle gli auguri (che beninteso è liberissimo di non accettare) e continuerò con la tranquilla coscienza di sempre ad incalzarla nello svolgimento delle sue funzioni, onorando così il mandato elettorale. è proprio sicuro di fare altrettanto?