Ma quanto ci vuole…

…per riconvocare una seduta consiliare? Su, lo confessi Aldùlk, e promettiamo di non infierire, sono proprio rimasti in tre (indimenticabile Modugnoa tirare la carretta, in attesa di De Magistris.

Sindaco e vice, agli ordini di Cidèp si faranno prima il loro civico convegno, poi tutti da zia Pasqualina e lunedì si riparlerà di surroghe e surrogati… per rinviare tutto a marzo.

Intanto neppure il solito  compiacente sfiato di trombetta ha potuto sottacere che prudentemente Galasso, il sindaco di Avellino, si è tirato fuori… Lui… Laurenzano lo conosce… e ogni volta che può… lo evita. E Alberta? Che fine ha fatto Alberta?

Poteva finire a palle di neve, o a tarallucci e vino… temo invece che finirà proprio a pesci in faccia. Prosit.

Le regole di Aldùlk…

Che il sindaco… per caso avesse una certa allergia a rispettare le sue stesse ordinanze era già noto dalla documentata idiosincrasìa per… secchiello e paletta (che lo facesse poi per distrazione, sciatteria, rifiuto delle regole o perfino spregio delle istituzioni… questo lo dirà la storia… se mai dovesse occuparsi un giorno anche di siffatte amenità).

Ma il curioso (e spiacevole) incidente alla 600 di famiglia… ha il sapore di una piccola, per quanto -fortunatamente- non irreparabile, nemesi storica. Insomma, Aldùlk, che da sindaco aveva invitato i cittadini a non sostare sotto le gronde “per evitare danni a persone o cose”, da cittadino… si è distratto… o se ne è straimpipato… e patatràc.

Magari la prossima volta starà più attento a rispettare le ordinanze… almeno le sue… Rimane tuttora irrisolto il dubbio amletico… se Laurenzano ci è… o ci fa?

Vergogna!

Un sindaco sempre più solo, trafelato e politicamente assente mette in scena uno squallido avanspettacolo… Io, mammeta e tu…

Seduta deserta. Se ne riparlerà appena possibile, immagino non prima di marzo. Ma di chi (e di cosa) ha paura questo signore imbelle ed arrogante che tiene in scacco una Città con mediocri artifici?… e quando finalmente trova due consiglieri che spezzano la giostra delle surroghe… se la dà vigliaccamente a gambe, insieme ai compagnucci di bisboccia?… E perché  dimentica la seconda convocazione (con la quale aveva blindato la surroga dei consiglieri di maggioranza)? Forse per prendere ancora tempo… una boccata d’aria… prima della canna del gas?

Oggi, con una Città prostrata dall’emergenza un sindaco dimezzato senza senso delle istituzioni, senza qualità e senza maggioranza… (ma quale maggioranza…) sparisce finalmente di scena. Cala la tela. 

Consiglio

E’ il consiglio della neve, dell’emergenza, dei ritardi, delle approssimazioni… nel quale Laurenzano ed i pochi compagnucci superstiti sperano di liquidare (una botta e via…) l’ultimo appuntamento (forse) del degrado istituzionale, del capriccio travestito da ‘carattere’, della faida, delle ambizioncelle da tre soldi, degli sgambetti, delle sfuriate e dei piagnistei… spacciati per senso di responsabilità, e degli ipocriti sfiati di cidèp,   che fingono… un’altra storia (e preparano la ricandidatura del capo). Un consiglio delle surroghe, rinviato contra legem per alcune settimane e per chissà quali non confessabili ragioni…, convocato finalmente 11 giorni fa… si tiene domani per parlare… non della città (non delle sue plumbee malinconie di oggi e neppure del suo, peraltro incerto, futuro), ma per un  obbligo di legge già disatteso. Insomma una pena.

E intanto cade la neve.

 

Punto e a capo…

Il capo coc e com dell’unità di crisi forse pensava ancora alla crisi.. politica, dove il dilettantismo talvolta fa ‘plasticamente’ perfino simpatia… qualcuno gli spieghi, invece, che questa è emergenza vera ed i capricci, i ritardi, le approssimazioni si pagano  a caro prezzo. Per esempio lasciar passare due giorni due di ‘tregua’ meteo senza una strategia, mentre gli sfiati di trombetta di quell’impunito di cidèp erano solo per i falò e per i tuttovabenemadamalamarchesa ed i suoi interventi… al più per… spostare una macchina… (un diesel?), non è solo dabbenaggine preterintenzionale, ma è consapevole sottovalutazione delle necessità, fino alla colpa grave.

Perché oggi, passato il Santo e passata la… festa, come previsto con largo anticipo, siamo punto e a capo, con le strade nuovamente imbiancate dalla neve, le temperature in discesa libera e la preoccupazione dei fondi che, impegnati forse un po’ allegramente, già scarseggiano. E in più si dovrà spalare ancora dagli stessi amici e conoscenti, si dovrà strizzare l’occhio all’elettore, si dovrà riorganizzare lo struscio nelle contrade (diciamo la verità… una faticaccia per Laurenzano e compagni superstiti), mentre le emergenze vere incombono: quelle degli anziani soli, delle periferie tuttora in parte isolate, dei nuovi pericoli di tetti (di abitazioni e di capannoni industriali) che rischiano di crollare.

Faceva tenerezza, ieri, la richiesta di aiuto a provincia e regione (pure necessaria) rilanciata a mezzo stampa dal vice, ex-protettore civile. Non ho ben capito se nascesse da un barlume di consapevolezza, oppure fosse già il segnale di una presa di distanza, prima della fine.

Ne parleremo nella sede consiliare… perché il nuovo consiglio comunale della surroga… sarebbe stato convocato per lunedì 13 febbraio. Temo, tuttavia, che perdurando lo stato di emergenza (e di confusione), i neo consiglieri Carlo Spina ed Ermelindo Romano dovranno aspettare tempi… migliori. Come quelli, per esempio, di Santo Domingo, dove, ci dicono, la temperatura è mite e le spiagge sono affollate… agli atripaldesi (e non solo a loro), invece, è toccata la…settimana bianca (e purtroppo… pure senza abbronzatura).

Attenzione… a non perdere la testa

Bisogna fare molta attenzione in questa fase dell’emergenza. Perché se è facile sbagliare anche per le persone normalmente accorte e prudenti, figurarsi per un sindaco,  a sua insaputa capo coc e com, che ha già dato più volte chiari segni di inattitudine al ruolo. La ‘storia’ comincia con il dispaccio diffuso questa mattina da un ringalluzzito e pimpante Cidèp (al quale va sempre più stretto il ruolo a scadenza di comunicatore e cerimoniere e che si esercita più volentieri in quello diconsigliere, uomo ombra, alterego …insomma di vice… e non se ne abbia a male l’ex protettore civile). Povero De Vinco… vicino al colpaccio di vedersi restituita  l’ambitissima delega di Moschella, poi transitata in capo al sindaco ed infine tornata -come nel gioco dell’oca- al punto di partenza:e c’è chi smonta e rimonta il complicato e tortuoso meccanismo decisionale di Laurenzano, chi lo lubrifica o lo inceppa… e poi si dilegua nell’ombra di comunicati compiacenti ed ipocriti e di anonimi ed incendiari bollettini di guerra.

Mi aveva preoccupato quel dispaccio… parlava di una vile aggressione, in pieno centro cittadino, ai danni di un volontario. “Intanto si registrano -scriveva Cidèp-  infamanti atti di violenza e vandalismo: un volontario è stato aggredito da un gruppo di ragazzi nel corso delle operazioni di spazzamento in piazza Umberto I. Ricoverato in ospedale, ha riportato traumi e una forte contusione al braccio destro che gli è stato fasciato in maniera rigida. Episodi simili si sono registrati con altri volontari.” ed il comunicato ha fatto in un attimo il giro del web… Il sindaco, anzi, per come ha riferito la stampa, era pure intenzionato a sporgere denuncia contro ignoti…

Poi la smentita… (e le successive precisazioni)… ma quale atto vandalico, quale vile aggressione… erano palle di neve… che per caso nella mattinata di sabato attinsero l’uomo che,  incazzato, con quei ragazzi un po’ troppo vivaci, lo è ancora, ma è subito tornato al suo posto,  esempio di abnegazione.

Allora… vile aggressione, o tiro al bersaglio? A quanto pare solo una pura fatalità… per fortuna senza gravi   conseguenze. Chiedano scusa alla Città sindaco e comunicatore che stamattina, senza nessun controllo, cavalcano un episodio di due giorni fa. Contravvenendo rispettivamente alle regole elementari del rigore istituzionale e della deontologia professionale: prudenza e verifica delle fonti; con un danno di immagine incalcolabile per la Città e con effetti  a cascata non prevedibili.

Intanto l’episodio denunciato da Luca Criscuoli, forse tra i più gravi, poi quello di Contrada Pettirossi, poi gli ordini e i contrordini per amici e conoscenti del sub delegato Moschella (rimosso e riabilitato nel giro di qualche ora, sulla base dell’autorevole… malleveria di Cidèp), poi le storie di ordinaria ‘follia’ di estemporanee necessità (come quelle raccontate da Antonio Cucciniello). Un sindaco (al quale non dovrebbero essere i cittadini ad insegnare  il ‘mestiere’) dovrebbe sapere che alimentare il pubblico sdegno, quando i disagi compromettono la serenità dei singoli e della collettività è un comportamento riprovevole… fino al procurato… allarme.

Insomma qualcuno ha perso la testa, e gioca a fare masaniello, e qualcun’altro gli regge il moccolo (mentre cives-centrosinistri e sellini…stanno a guardare.. come le stelle di Cronin). E intanto la città è allo sbando, e sergenti e caporali possono (bene o male… male) fronteggiare la situazione… solo perché siamo ad inizio anno (e di bilancio) e da qualche parte si spremeranno le decine di migliaia di euro che costerà (a botte di nove, diecimila al giorno) la sola fase emergenziale. Almeno si riducessero i disagi per i cittadini, almeno si potesse, con la task force che millanta cidèp, assicurare un livello minimo di percorribilità nel centro cittadino. (Per non parlare delle periferie e delle contrade rurali che, dopo un primo parziale e tardivo intervento, sono abbandonate al loro destino, o al più sono meta di un vergognoso struscio elettorale). Niente… già stasera le strade erano tornate intransitabili e la nottata (che deve passare) non promette niente di buono.

Poi si dovranno quantificare anche i danni al patrimonio pubblico, poi quelli ai privati a seguito della concitazione dei primi interventi, poi gli eventuali contenziosi… (ai quali Aldùlk spera di mettere un freno con… un’ordinanza:

….Attenzione….Battaglione … è asciut pazzo lu  patrone…

ai pedoni è severamente vietato transitare sotto il cornicione,

sulla carreggiata stradale, sulle piazze innevate,

e sui marciapiedi ingombri di neve…

se non muniti di catene…

 gravissime pene ai contravventori…

un paliatone e si va pure in prigione.

… e se uno cade ben gli sta, il coc… declina  tutte le responsabilità…

E poi si lamentano pure, se qualcuno sbotta…

I costi, dicevo… posso azzardare una cifra? Credo che non basteranno cinque milioni di euro. E naturalmente per le attività commerciali ed industriali ripartire, con i tempi che corrono, non sarà per niente facile.

Certo la neve non è colpa di Laurenzano (almeno quella, ma un pensierino… uànima… sai che goduria regolare la neve… apri il rubinetto… chiudi il rubinetto…). Le inefficienze ed i ritardi, invece, sì… quelli sono cosa sua (e della compagnia di giro) e purtroppo li pagheranno a caro prezzo gli Atripaldesi.

Vincenzo

Il commento di un gentile blogger mi ha suggerito qualche riflessione che, mi pare, meriti un… post.

 

Mi scrive Luigi:

Che il signor Vincenzo Moschella è il nipote del più celebre e variopinto Emilio è un particolare che non conoscevo e non mi meraviglia più di tanto. Leggo in un commento, nella sezione attualità di Atripalda News, dell’exploit elettorale che da perfetto sconosciuto ha avuto alle provinciali del 2009, beh adesso, si comincia a capire come sia stato possibile. Il ragazzo, in qualche commento, faidate, viene elogiato per gentilezza, impegno e serietà tanto che si spera in una futura candidatura “…nelle amministrative conta la persona e non il partito…”. Però, diamine: Udeur, Movimento Autonomista, Noi Sud e…; per l’età che ha è abbastanza o no? [...]

Che fa, signor Luigi, mi dimentica che Vincenzo è stato portavoce nel 2006-2007 di un secondo fantomatico circolo di ‘famiglia’ della Margherita? La cosa sembrò allora solo una iniziativa goliardica…, ad usum Aemilii, ma non fu affatto priva di conseguenze. Intanto, a norma di statuto, si rese necessaria l’elezione di un convenzione cittadina (della quale il giovanotto fece parte, come potrà verificare da una nota pubblicata 5 anni fa da Irpinianews).

Poco dopo, tra l’altro sul nome e le modalità di indicazione del Presidente della Convenzione predetta, precipitò la diaspora dei Civitas (Acerra, Alvino, Foschi, Mastroberardino, Penza, Troisi, mentre Laurenzanodoubleface era un po’ di qua e un po’ di là). E poi successe (ma non fu colpa di Vincenzo) quel che successe… e amen.

La aiuterebbe, immagino, sapere che il ‘regista’ più o meno occulto dell’intera operazione fu il malinconico nipote Peppino… Rileggere oggi i nomi dei protagonisti e del loro posizionamento in quella vicenda può forse tornare utile anche per interpretare il presente. Si, forse in quella occasione sbagliai a non farmi da parte. Ma lo feci per un estremo atto di lealtà. Non bastò, come era, peraltro, facilmente prevedibile.

P.S.: Sento dire, ma non sono in grado di confermarlo, che Vincenzo giri dalle parti dell’Udc… E magari riparte la giostra…

Fin qui il commento… Ma le… cose, a quanto pare, girano pure più velocemente del previsto. E, per ora, non è facile dire dove andranno a fermarsi.

Ancora sulla Masi…

Letta pure la dichiarazione antiscippo del…vice ex protettore civile, non possiamo che essere vivamente preoccupati per la temuta sorte della scuola media “Raffaele Masi” di Atripalda. Oltre le lamentazioni minacciose e le dichiarazioni a futura memoria, rilanciate dal sempre sia lodato Cidèp, le chiamate alle armi e gli annunciati cortei (che come per Abellinum -si sa- lasciano il tempo che trovano…) sarebbe necessario conoscere quali iniziative di merito sono state assunte da sindaci ed assessori…per caso, quali percorsi amministrativi e politici avviati, attraverso quali autorevoli interventi ed in quali sedi.

L’impressione, purtroppo, è che, al solito, Aldùlk e compagnucci e compagnucce superstiti (sono rimasti in tre… indimenticabile Modugno…) arrivino fuori tempo massimo sulle questioni o al più facciano finta di indignarsi…invece di provvedere. E’ un ulteriore segnale di degrado del quale gli avanzi di una amministrazione (e di una presunta maggioranza allo sbando, centrosinistri e sellini compresi) si ostinano a non prendere atto. Le responsabilità sulla crisi della Masi sono note da tempo e riguardano sia la gestione dell’Istituto che il disinteresse amministrativo: ma ora non è il momento della ricerca delle responsabilità. Il sindaco promuova un’iniziativa del Consiglio Comunale, chieda il sostegno delle forze politiche, faccia sentire che la sua presenza al Palazzo di Città non è solo un’ostinata ed umorale impuntatura, un fatto personale, uno sfizio. In caso contrario tolga finalmente il disturbo, si scusi con la Città e…dopo aver spento la luce…tolga pure la spina.

Sulla Media “Raffaele Masi”

Sull’accorpamento della Media “Masi” (del quale sindaco e giunta sarebbero venuti a sapere…per caso) sarà il caso almeno di evitare una inopportuna guerra di campanile, riportando la questione alla sua sostanza amministrativa (perché il terreno è scivoloso…e potrebbe pure riservare qualche ‘sorpresa’).

Se negli ultimi quindici anni la scuola ha perso smalto ed allievi si deve ad una serie di concause soggettive ed oggettive sulle quali forse non ci si è interrogati abbastanza, ma che -registrate dalla cronaca- hanno avuto a che fare con un avvertito calo (e non sta a me dire se e quanto reale) di appeal della istituzione. Né evidentemente è stata sufficiente l’nversione di tendenza che pure da ultimo si è manifestata.

Va immediatamente verificata, prima di ogni decisione irrevocabile, la possibilità di un accorpamento della Masi con la primaria o in alternativa con il Liceo “Vittorio de Caprariis”. Peccato che Laurenzano abbia dimenticato di aver voluto artificialmente tenere in vita un Consiglio Comunale ed una Giunta (per quanto assai poco rappresentativa ed autorevole). Un commissario prefettizio -si era detto- non avrebbe garantito gli ‘interessi’ della Città… mi pare che le cose, tra Aldùlk e compagnucci superstiti, vadano pure peggio.

Mi permetto di segnalare alla saggezza della dirigente scolastica provinciale dottoressa Rosa Grano, e dell’ assessore Giaquinto, e naturalmente del Presidente Sibilia, una questione che va ben oltre il dato numerico e gli obblighi (più o meno presunti) di legge.

Senza decoro (e senza qualità)

Impudenti, bastonati, ilari, distratti, reattivi (persino il consigliere Adamo di Sel, che evidentemente percepisce almeno l’intima contraddizione tra ciò che pensa e ciò che non dice) Laurenzano e superstiti compagnucci recitano ancora una volta la macchietta di Ciccio formaggio… che nun ten’o curaggio…nemmeno ‘e  parlà.

La giostra delle surroghe (un atto dovuto) si trasforma -nella seduta consiliare di ieri, convocata peraltro con un inspiegabile ritardo contra legem- nell’ennesima occasione per una singolare recita a soggetto, tra irritualità e veri e propri strappi procedurali ed istituzionali. C’è un’atmosfera sciatta, da rompete le righe, righe che né i 5 centrosinistri-cives (era assente Guerriero e Linda Losco pareva vistosamente a disagio) né i due consiglieri di sel sono intenzionati a… rompere.

Insomma né con Laurenzano né contro, come gli ignavi nell’antinferno dantesco… a Dio spiacenti e a li nimici sui. Perché sono proprio loro, i 7 consiglieri di una sedicente maggioranza (che si rafforza tra trasversalismi e passi a due, nonostante i pesanti veti che evocano chissà quali inconfessabili questioni) a tenere a galla Aldùlk, pericolosamente inabile al servizio, non solo di sindaco, ma persino di presidente del Civico consesso. Inidoneo, com’è, a dare risposte alle questioni vere: formare una giunta che abbia competenze e progetto (il programma di fine mandato -come si ricorderà- gli fu bocciato in aula) e che ora si gioca rabbiosamente le carte di una ricandidatura con l’appoggio di Alberta (che non lo vuole e che, come altri tra i superstiti piedìni, ipocritamente una cosa dice e un’altra pensa). In questa condizione, che appare di degrado civile, oltre che istituzionale, tocca ai due consiglieri di “Merito è Libertà” – Adc richiamare al rispetto della legge ed al rispetto sostanziale e formale delle Istituzioni. Mentre le questioni amministrative sono trascurate ed abbandonate al degrado. Che ne è del Puc? Come è stata definita la tempistica con il Pio progettista arch. Castiello? Che ne è del progetto di Alvanite? dei piani casa, dei piani strategici, dei contenziosi in atto e di quelli venturi, del piano traffico e della gestione dei parcheggi (scaduta? no? in regime di prorogatio o cosa?). E come va il bilancio, la cui sorte è tuttora legata alla cartolarizzazione del Centro Servizi degli annunci caduti nel silenzio? O no? E di Abellinum, del parco archeologico, di palazzo Caracciolo e così via elencando? Invece Aldùlk ed i suoi malfidi scudieri, tutti agli ordini della fata turchina, insieme a presunti amici, nemici e canoscenti, si trastullano sulle plumbee oscurità della politica, tra incerte fedeltà e dichiarate appartenenze piedìne (senza tessera), questioni morali e conflitti di varia natura, alimentando attese (di assessorati) ed incrociando veti, in un torbido clima da basso impero. Ah! dimenticavo… Riconferma per il revisore dei conti Volino dottor Pasquale, mentre  esordisce pure il vice ex protettore civile, per annunciare -nella fuga precipitosa di Aldùlk- che la seduta è tolta.

Il bilancio…del sindaco

Anche il sindaco ha voluto, nell’ultima seduta consiliare presentare il suo bilancio. Quasi una presa di distanza (quantomeno ‘psicologica’) da quello ‘contabile’ che deve avergli dato, tra errori ed…’omissioni’, più di qualche dispiacere. Allora proviamo a riassumerlo questo bilancio ‘del sindaco’ che (per la disinvolta approssimazione e banalità dei contenuti) potrebbe persino strappare qualche sorriso, se non offrisse, invece, una plastica rappresentazione del disastro.
Allora Laurenzano ha “letto” (pratica che non gli deve essere evidentemente molto consueta) che la vita dell’Amministrazione è legata all’approvazione del Bilancio…ma poichè gli sta a cuore Atripalda, e nonostante l’acqua, come si sa, è poca (pardon: le risorse finanziarie sono limitate)…è riuscito (grazie ai suoi collaboratori…tecnici e …politici…) a trovare la quadra. E meno male…Poi, rabberciati i conti, finalmente si ricorda del ‘piano strategico’ e qui (anche semanticamente) tradisce incertezza e vuoto. Vediamo: Atripalda deve confrontarsi con la città capoluogo, questo piano ci obbligherà ad una pianificazione degli interventi…e miracolosamente questi doveri e questi obblighi, vissuti come una fastidiosa ed ingombrante ‘necessità‘, come per incanto, assicureranno ad Atripalda uno sviluppo…futuro”. E meno male ancora che le carenze più evidenti si sono registrate nella gestione del quotidiano e dell’ordinario”.
Signor sindaco e compagni assessori, e consiglieri tutti della maggioranza…è proprio così difficile rendersi conto della inconsistenza ‘strategica’ e ‘progettuale’ di siffatte fragili banalità?
Signor sindaco, fa bene a ringraziare l’opposizione che, per responsabilità istituzionale, o per generosità, o per …quieto vivere, le offre spesso una disponibilità ed un ‘sostegno’ che, accecato com’è da una inappropriata autostima, non riesce neppure a vedere.
Quando, finalmente, prenderà coscienza del marasma nel quale sta facendo scivolare la Città, forse potrà anche percepire la inconsistenza politica e gestionale del suo bilancio, ancora più fallimentare di quello fantasioso, con cui si illude di amministrare Atripalda.
Si procede, da molti mesi ormai, alla giornata (anzi, si sta malinconicamente fermi aspettando che passino le ore…). Tra rimpasti minacciati, revoche presunte, colpi di testa e colpi di sole…, quadriglie e giri di valtzer, burattini, burattinai e fate turchine, Atripalda aspetta, incredula, la nottata che deve passare. Nella democrazia presunta della sua incerta conduzione amministrativa (speculare al vuoto politico del sedicente partito democratico), riscatti i suoi errori e le sue insufficienze con un gesto di responsabilità e di coraggio…
ceranno, prevedibilmente, appena un attimo dopo, quando qualcuno (magari l’assessora “Annunziata Palladino, detta Nancy”) dovrà pure spiegare agli eletti funzioni, poteri, risorse e limiti del loro mandato. Quando tutti i cittadini di Alvanite scopriranno che il Comitato di quartiere non è in grado di offrire soluzioni ai problemi di Alvanite, forse si sentiranno un po’ presi per il naso e cominceranno ad aprire gli occhi e la discussione tornerà al punto in cui era stata sospesa. E finalmente si potrà cominciare a parlare, forse, di cose serie… e magari qualcuno allora si dovrà convincere che il professore La Sala, purtroppo, aveva ragione.

Ad Alvanite…

Mi auguro vivamente che in breve tempo potrà eleggersi il Comitato di quartiere di Alvanite. Non senza qualche preoccupazione, ma almeno con l’auspicio che -eletto, come che sia, un comitato, il 25 maggio si dice- finalmente si chiuda una pagina amministrativa poco entusiasmante.
Spiego brevemente perchè.
1. Innanzitutto la giunta in carica sarebbe stata tenuta a provvedere, a norma di regolamento, entro 60 giorni dal suo insediamento. Se non lo ha fatto avrà avuto le sue buone ragioni (che magari un giorno spiegherà).
2. Non sono tuttora chiaramente definiti compiti, funzioni, risorse del Comitato.
3. Se è il regolamento che non funziona, sindaco ed assessori hanno tutto il diritto di modificarlo, ma in Consiglio Comunale e nei modi di legge (e avrebbero avuto tutto il tempo per farlo).
Ma la questione, purtroppo, è assai più seria e complicata di come ce la raccontano e persino di come viene normalmente percepita. Se qualcuno si illude che possa bastare un cerotto (e qualche buona parola) si accomodi pure. L’impressione, ma vorrei dire la certezza, invece, è che per Alvanite ci vuole ben altro che una generica, per quanto comune, e beninteso necessaria, ‘volontà politica’. Ma se proprio non c’è altro (o c’è poco altro) avanti pure con il Comitato… e che San Pio ce la mandi buona.
Segnali positivi, negli ultimi mesi se ne sono visti pochini, anzi…L’amministrazione, tuttora in carica, ha respinto e banalizzato in malo modo, in una memorabile seduta consiliare, tutte le proposte formulate dall’opposizione per migliorare -attraverso concrete iniziative di medio e breve periodo- la ‘vivibilità‘ del quartiere, trincerandosi dietro una ridicola e supponente autosufficienza. Avevano previsto tutto, i Laurenzano boys, sapevano tutto, erano pronti a tutto…poi silenzio, fino alla convocazione unilaterale ed ufficiosa delle elezioni, il 18 maggio, data annunciata prima delle politiche ed utilizzata come una clava per qualche puerile speculazioncella di retro…bottega (ed ora ‘concordata’ per il 25 maggio).
Digerita a fatica la sconfitta…con qualche bottiglia di spumante, assessori e giunta si sono fatti improvvisamente un po’ più ‘ragionevoli’… cercando accordi dell’ultimora, e poi convocando una riunione ‘unitaria’ ad Alvanite. Ma continuano a non sentire ‘ragioni’. Il fatto è che appare a tutti chiaro come l’amministrazione Laurenzano sia sostanzialmente insufficiente ad affrontare una problematica complessa, specie se pretende di farlo assecondando umorali e mediocri pulsioni prive di una vera strategia, se si eccettua il tardivo e confuso coinvolgimento delle opposizioni (che ha tutta l’aria, per le incerte modalità con cui si realizza, di una fregatura bella e buona). Vedremo.
Ma, intanto, si registrano, in aggiunta alle già note emergenze ed ai risaputi disagi, preoccupanti segnali di insofferenza, che si manifestano anche nei pochi che sembrano sinceramente animati di buona volontà. Vorrei, sommessamente, invitare alla calma e soprattutto vorrei invitare a riflettere sui rischi ai quali si va incontro alimentando esagerate aaspettative verso un organismo privo sostanzialmente di funzioni e di poteri. Beninteso tutto quello che si fa per migliorare le condizioni di difficoltà, di disagio, di esclusione merita la massima attenzione ed il più convinto sostegno, ma iniziative frettolose e improvvisi ritorni di fiamma, rischiano di compromettere anche quel poco (ed è veramente poco) che si sta facendo.
Una piccola biblioteca (istituzionalizzando e sviluppando le iniziative già in atto), attività culturali e ricreative non occasionali, regolari attività di sostegno scolastico (d’intesa con gli istituti cittadini), una postazione telematica per il rilascio di certificazioni (una sorta di sportello unico per anagrafe, certificazione sanitaria, ecc.), un più attento e monitorato servizio di assistenza socio-sanitaria agli anziani, un circolo ricreativo, iniziative alle quali l’amministrazione locale dovrebbe fornire supporto tecnico e logistico: so bene che non sarebbero molto, ma tutte queste cose insieme, sostenute e realizzate con determinazione, sarebbero già qualcosa. Almeno potrebbero favorire una diffusa presa di coscienza sulla necessità di una rimodulazione complessiva dell’intera area, con interventi di tipo infrastrutturale ed urbanistico, che dovrebbero ridefinire l’insediamento degli alloggi popolari, in una delle zone più belle di Atripalda. Sarebbe uno sforzo immane, per il quale è necessario un impegno straordinario di risorse e di interventi, di uomini, idee e progetti innovativi sui quali non si è mai utilmente cimentata nessuna amministrazione, da dieci anni a questa parte, limitandosi a gestire, al più, la quotidianità del degrado edilizio (peraltro in modo disordinato e inefficace), di alloggi prematuramente alla fine della loro vita fisiologica.
Alleggerire la densità abitativa, destinando a nuove funzioni uno o più corpi di fabbrica, ridisegnare la viabilità, migliorare i servizi (in particolare la pubblica illuminazione e la cura delle aree verdi) ed i collegamenti; riformulare, se possibile, il bando di assegnazione alloggi in modo da scoraggiare occasionali trasferimenti che creano raffiche di turn over e costosi interventi di ripristino; garantire maggiore sicurezza, anche con la presenza full time della polizia locale (alla quale andrebbero forniti dotazione organica e mezzi più adeguati e moderni).
Non trascurerei, inoltre, la possibilità di trasferire gli anziani ed i diversamente abili (anche con gradualità) in alloggi liberi del centro cittadino, o eventualmente in una struttura ‘aperta’, ma assistita nei locali di proprietà comunale (ed ormai quasi abbandonati) del convento di San Pasquale. Sarebbe una destinazione di minore impatto di quella, che pure viene affacciata da qualche parte, di un centro regionale per il recupero della tossicodipendenza e dell’alcolismo.

Ecco questo avrei voluto dire, in una discussione pacata, agli amministratori ed ai cittadini di Alvanite.
Perchè il problema vero, inconsciamente rimosso, mi pare sia questo: è proprio un comitato di quartiere, quale che sia, che i cittadini di Alvanite vogliono? Se così fosse, bene! Non hanno che da recarsi alle urne il 18, il 25 maggio (o quando sarà) ed eleggere i propri rappresentanti.
I guai cominceranno, prevedibilmente, appena un attimo dopo, quando qualcuno (magari l’assessora “Annunziata Palladino, detta Nancy”) dovrà pure spiegare agli eletti funzioni, poteri, risorse e limiti del loro mandato. Quando tutti i cittadini di Alvanite scopriranno che il Comitato di quartiere non è in grado di offrire soluzioni ai problemi di Alvanite, forse si sentiranno un po’ presi per il naso e cominceranno ad aprire gli occhi e la discussione tornerà al punto in cui era stata sospesa. E finalmente si potrà cominciare a parlare, forse, di cose serie… e magari qualcuno allora si dovrà convincere che il professore La Sala, purtroppo, aveva ragione.

Operazione… De Gennaro

Pacco, contropacco e… contropaccotto. Dopo l’insonne Alberta di lotta, che ha versato fiumi di lacrime (di coccodrillo) e schierato a Pianodardine gli spargisale contro la monnezza, dopo il ‘compromesso’ di governo che ha destinato ‘temporaneamente’ a Pianodardine 20.000 balle (invece delle annunciate 42.000) in un’area allestita per centomila; dopo le omissioni e le approssimazioni sui numeri e sui quantitativi; dopo una transazione, sottoscritta a parole ed in attesa di una invocata ordinanza commissariale (carta canta….), proviamo a rimettere ordine nella intricata e maleolezzante matassa di …monnezza.
Innanzitutto con qualche sommessa domanda a chi sa.
Dov’era la presidentissima Alberta di governo, mentre a Pianodardine, da oltre due mesi, si realizzava la piattaforma per accogliere 100.000 ecoballe?
Dov’era la ‘pasionaria’ Alberta di lotta, mentre a Pustarza si cominciava a spendere qualche milione di euro per un nuovo sito di stoccaggio?
Dov’era la insonne Alberta, mentre De Gennaro ‘studiava’ una nuova megadiscarica da tre milioni di tonnellate sul Formicoso?
Quanto poi alla contrada Ischia… che ci si ostina ad indicare come ‘sito provinciale’ qualcuno ha almeno spiegato alla professoressa Alberta perchè si chiama così?
E ancora, chi e quando ha indicato al Commissariato di Governo l’area di Pianodardine?
Sono domande che si affacciano con inquietudine anche tra i sindaci della valle del Sabato, che un po’ si sentono strumentalizzati (e un po’ anche presi in giro) in questa tardiva chiamata alle armi (il sindaco di Montefredane Carmine Troncone, per esempio, che è in trincea da anni).
Invece Laurenzano, anima candida, ha temporaneamente abbandonato secchiello e paletta, ha imbracciato lo scudo e cinto l’elmetto…Gli è sfuggita, tuttavia, la singolare e non casuale sequenza delle date. Il 10 maggio scade il mandato del prefetto De Gennaro. E, proroga o non proroga (da trenta a sessanta giorni, si dice), gli impegni di oggi rischiano seriamente di essere o cancellati da una scrollata di spalle, o superati da nuove emergenze. Chi si sarebbe più occupato delle balle di Pianodardine? Mah! Laurenzano merita tutta la nostra comprensione… perchè si vede subito che non ha esperienza. Purtroppo -per quello che se ne sa- nemmeno troppo tempo e voglia di imparare… Per esempio che fine ha fatto il promesso sito di stoccaggio di C.da Palmoleta? Si è finalmente accorto che era costoso, insufficiente, sostanzialmente inutile? A che punto sono le pratiche di dissequestro dell’area di c.da Tufarole? Chi si occupa dei rifiuti speciali disseminati lungo tutte le arterie cittadine? Ha verificato la ‘qualità‘ del servizio ‘offerto’ a caro prezzo dall’Asa? Si è reso conto che, alla luce dei nuovi costi, e anche di qualche scelta improvvida e capricciosa, le tariffe dovranno -più o meno- raddoppiare? Quando si deciderà a comunicarlo ai cittadini?
Arriva notizia del sequestro della piattaforma di Pianodardine e di qualche avviso di garanzia. In poche ore erano state già stoccate nell’area Asi di Pianodardine, circa 3000 balle. Queste, ora, bene che vada, non ce le toglie proprio più nessuno… Povero De Gennaro…non solo non ha fatto il miracolo, ma -senza offesa- non ne è sembrato mai veramente all’altezza. Se ne occuperà Barbara Contini, mentre è vivamente auspicato il dimissionamento di Bassolino (per il quale è gia stata depositata in Senato una specifica mozione di sfiducia, con annesso decreto di scioglimento del Consiglio Regionale) e lo scioglimento dei consorzi (inutili moltiplicatori di carta). Per De Gennaro, ormai alla fine di un opaco e poco memorabile incarico commissariale, si propone, rispettosamente, l’avvio di una causa di beatificazione. Può darsi che funzioni.

Il Piano di zona sociale A/6…

Si è tenuto venerdì pomeriggio, presso la biblioteca comunale di Atripalda, preceduto da una tonante grancassa mediatica, un incontro di associazioni giovanili (e non) operanti nel Piano di zona sociale A/6.
Convocati intorno ad un tema suggestivo ed accattivante (Il sociale per i giovani), i rappresentanti delle associazioni hanno incontrato una ben più prevedibile e prosaica ‘sostanza’. Siamo qui per ascoltare…, i problemi sono tanti assai, l’acqua è…pochina, dateci qualche…idea, collaboriamo: insomma la solita (e magari persino sincera) geremiade di pochi, ben collaudati luoghi comuni, proposti con burocratica diligenza da qualche improvvisato…addetto ai lavori.
E meno male che tra i convenuti c’erano persone vere, con esperienze vere e da loro abbiamo ascoltato parole di verità ed anche, per fortuna, di speranza.
Una ragazza di Solofra, di luminoso presente, ha catturato l’interesse della platea con una storia (la sua) di sofferta emarginazione, ma anche di volontà, tenacia, voglia di ricominciare. Che ha detto? Due cose semplici semplici. La prima: se dovessimo combattere la droga e l’emarginazione con due (dico due) cineforum, staremmo freschi…ma se non c’è di meglio…cominciamo pure così. La seconda: Non ritenete che chi ha attraversarto il buio di un vissuto difficile (e ne è uscito, e magari ha anche studiato) potrebbe meglio di altri aiutare, sostenere chi è in condizioni di bisogno? In parole povere perchè sono chiamati ad occuparsene sempre ‘gli altri’, quelli che il disagio l’hanno conosciuto (seppure) solo sui libri di testo o in tivvù?
Mica facile rispondere…e infatti gli organizzatori, prigionieri delle loro burocratiche certezze, se ne sono guardati bene. Hanno sottolineato, applaudito, apprezzato…se ne riparlerà, naturalmente… siamo qui per ascoltare…, i problemi sono tanti assai, l’acqua è…pochina, collaboriamo…
è intervenuto il presidente della Misericordia di Serino, un giovane di Aiello a rappresentare gli ordinari disagi di un volontariato sempre più incerto sul proprio futuro e sempre più spesso fagocitato da un professionismo manageriale della …sofferenza, puntualissimo a cogliere tutte le…opportunità.
Nessun contributo è venuto dai giovani di Atripalda, presenti forse per ‘dovere d’ufficio’, ed evidentemente smaliziati abbastanza da preferire il silenzio.
Ah! Quasi dimenticavo: sindaco, assessori e delgati di Atripalda erano ovviamente assenti…giustificati. Avranno voluto evitare ogni imbarazzo agli illustri e graditi ospiti (Presidenti, direttori, responsabili a vario titolo) del Piano di zona. Che avrebbero dovuto spiegare la marginalità dei servizi offerti alla nostra città, la ragione per cui hanno scaricato sui nostri uffici la gestione del reddito di cittadinanza dell’intero comprensorio, e financo come e quando pensano di contribuire alle spese della sede sociale di via Belli (di proprietà comunale). Se ne riparlerà.

Solidarietà ai Carabinieri di Atripalda

Una scritta di pessimo gusto e di squallida volgarità apprendiamo dagli organi di stampa- compare nel campo sportivo di Atripalda. Al maresciallo Sirico ed ai carabinieri di Atripalda intendiamo esprimere solidarietà e vicinanza. Svolgono un compito difficile in una città difficile, nella quale il disagio si somma all’emarginazione, fino al teppismo ed alla criminalità. Evidentemente i carabinieri stanno facendo un buon lavoro. Avanti così.

Lettera aperta al sindaco Laurenzano

Pubblicata in Il Sabato, Ottopagine, Il Corriere, in Irpinianews.it e, per larghi stralci, in Buongiorno Irpinia (sabato, 6 ottobre 2007)

Proprio pazienti gli Atripaldesi -avrà pensato il dr. Laurenzano, sindaco -non ancora del tutto consapevole- della Città.
Così pazienti che si sarebbero accontentati di una pacca sulla spalla, di una ‘apparizione’ in Municipio, di qualche buona parola (se e quando si è di buonumore) et voila. Troppa fatica…ascoltare i cittadini. Tanto si ascoltano sempre le stesse cose. Se non sono gli ordinari disagi della manutenzione stradale, sarà l’erba che cresce maledettamente in fretta, o sarà l’acqua del fiume, che qualche volta è poca e qualche volta è troppa (e finisce che allaga i garage,via Appia e via Pianodardine). Più spesso, però, sono le ‘solite’ parole dignitose di povertà croniche, del lavoro che manca, della casa, dell’inquietudine dei giovani. Espressione di un quotidiano e straziante disagio che talvolta si manifesta in modo rabbioso e chi ha ragione -come accade spesso- finisce che passa dalla parte del torto.
Un convegno qui, due parole là, qualche intervista, ogni tanto, così…per darsi coraggio, e la vita amministrativa si trascina nell’inerzia e già nella rassegnazione di un’altra nottata che deve passare.
Confesso che ho provato anche tenerezza per il ‘famoso’ decreto di nomina della professoressa Noce, un provvedimento naif, contro ogni logica, ogni regola, ogni prassi, contro tutti e tutto… e ho visto solo un uomo solo, improvvisamente e disperatamente solo, bisognevole di aiuto, impacciato, diffidente, quasi inerme di fronte a problematiche e responsabilità delle quali solo oggi, con ingenua franchezza, pare prendere coscienza. E che perciò getta nella mischia le ultime risorse disponibili, la famiglia (che forse sarebbe stato più saggio e più opportuno mantenere al riparo dalle asprezze del confronto politico).

Signor Sindaco,
sono trascorsi più di quattro mesi dalla sua elezione, i mesi in cui l’entusiasmo e la voglia di fare suggeriscono iniziative ed attività che definiscono e caratterizzano un mandato amministrativo.
Non se l’abbia a male. Non è successo nulla.
Ho atteso, in molti abbiamo atteso, che venisse qualche utile segnale dalle sue dichiarazioni programmatiche. Che tristezza. Abbiamo solo partecipato, nel consiglio comunale del 17 settembre, alla celebrazione di un rito sciatto e stanco, senza passione, senza nessuno slancio ideale, schiacciato tra alcune cerimonie pubbliche (una di anziani proprio nel cortile del palazzo Civico, ed una nella piazzetta San Sabino, a Capolatorre), ed il concerto serale della festività patronale. Un obbligo da assolvere in fretta, una medicina amara da inghiottire con una smorfia…ma di questo parleremo ancora. Pensa davvero di poter amministrare con improvvisi scarti d’umore, fughe, ritorni, piccole ritorsioni, mediocrità e prove di forza, schiacciato dalle responsabilità, tirato per la giacchetta da collaboratori rancorosi e ‘condannato’ ad essere tutto (consigliere provinciale, sindaco, leader politico e chissà che altro) e…niente. Un salvatore della patria…a tempo pieno e a tempo…perso, tristemente ignoto alle Istorie per un intervento memorabile, un provvedimento, un’idea…, e forse proprio per questo buono per tutte le ‘battaglie’ e per tutte le stagioni.
Che ne è dell’acquisto di Palazzo Caracciolo che il ticket De Simone-Rega aveva strombazzato sulla stampa, alle spalle dell’utile e ignaro Laurenzano? quando vedremo la palestra del Liceo Scientifico? Come vede non parlo di quello che oggi confusamente annuncia, ma di quello che avrebbe dovuto sapere e non sapeva, che avrebbe dovuto fare e non ha fatto.
Aspettiamo pazienti di conoscere l’assetto definitivo della sua giunta, mentre il Consiglio Comunale, che dovrebbe essere il luogo del libero confronto democratico e del rigore, si consuma tra mortificanti strappi istituzionali e gratuite scorrettezze. Questioni formali? Può darsi, ma senza ‘regole’ c’è il caos e l’arbitrio. E lei, signor Sindaco, che ha la responsabilità e l’onore della guida della nostra Città, deve essere il garante della legalità nel civico consesso. Nella solitaria seduta di consiglio comunale del 26 settembre, “per larghi tratti il numero dei consiglieri necessari a garantire la legalità dei lavori era fortemente deficitario (ad un certo punto se ne sono contati sette…)”, così ha scritto “Il Sabato” del 29 settembre 2007 (Caos in aula…, p.9). A chi compete la verifica del numero legale? Tutti distratti? Nessuno ha visto? O l’assenza della opposizione autorizza, eventualmente, qualche disinvoltura? Ecco, è su questo che si fa sempre più urgente un intervento del Prefetto: ho chiesto, pubblicamente in Consiglio Comunale, che la segreteria gli inviasse i verbali delle sedute e le trascrizioni degli interventi. è stato fatto?
Ma non è solo questo che mi preoccupa.
Signor Sindaco, per oscure ed imperscrutabili alchimie, che potrebbero già deflagare…dopo il Piddì, ha nominato una giunta debole ed inesperta e quel che è peggio, allegramente inconsapevole della sua fragilità. Una giunta di ‘continuità‘ che è franata su due settori strategici come il bilancio e l’urbanistica. Quando, in cerca di novità ed esecutore di qualche piccola vendetta, invece di soluzioni efficaci e coerenti, si è dovuto accontentare di pallide “pezze a colore”. Quale contributo si aspetta, in materia di bilancio, dal vicesindaco Landi (a proposito non era lui il delegato alla Protezione Civile, settore che il volenteroso Maurizio De Vinco, oggi scopre “all’anno zero”?); e -dica- ha letto l’intervista del consigliere Tuccia? Le sue dichiarazioni…. la lasciano tranquillo?
E ancora, qualcuno ha riletto la sua relazione programmatica prima che fosse resa in Consiglio? E qualcun altro, della vecchia e della nuova giunta, ha consultato gli allegati ‘storici’ che accompagnano il “piano colore”, prima della approvazione definitiva in aula? Quante disinvolte approssimazioni e quante gustose amenità! è questo, signor Sindaco, in tutta franchezza, ad essere simpaticamente “plateale”, prima di diventare malinconicamente ridicolo. Come la curiosa vicenda di via Roma.
Che cosa è cambiato, da qualche mese a questa parte, oltre all’assessore Aquino? Quando, e da chi, è stata graziosamente concessa la parziale ‘riabilitazione’ politica ed amministrativa al consigliere Tuccia? La richiesta di un privato cittadino era legittima? e allora perchè due anni di ostacoli, rinvii, processi politici e …processioni? (Lo chieda ai suoi assessori di… ieri e di oggi).E se non lo era, a quale miracolosa circostanza, o a quale ‘santo’, si deve il… miracolo. Ed ora a che punto siamo? Punto e a capo?
Signor Sindaco, ho evitato per alcuni mesi di rilasciare dichiarazioni ‘a freddo’ e ‘a caldo’, perchè chi ha vinto, ha vinto, e deve amministrare, ma non si illuda di avere, nell’aula consiliare e tra i cittadini, una opposizione fiacca e inerte. Il richiamo al rispetto delle regole e il confronto anche aspro delle opinioni è una garanzia di libertà e di democrazia e garantisce (prima o poi se ne dovrà rendere conto anche lei) la linearità e la correttezza della sua azione amministrativa, pericolosamente sbilanciata verso una deriva autocratica e podestarile. E, per amor di Dio, prenda finalmente coscienza del ruolo al quale i cittadini di Atripalda l’hanno chiamata, un ruolo che non può essere svilito da mediocri rancori e consigli ‘fraudolenti’.

Eco-balle al centro

La gestione imprudente e dilettantesca della storia infinita di via Roma, che si incrocia alla emergenza della monnezza (in sostanziale continuità tra vecchio e nuovo centrosinistra) impone una seria e puntuale riflessione nel merito della controversa vicenda.
Dunque…un imprenditore, irpino, acquista ad un’asta fallimentare un immobile (ex Siderderivati, in via Roma): non è il primo, pare. Ritiene sulla base del vigente Prg di avere legittimo diritto al risanamento dell’area industriale dismessa, realizzando un certo numero di alloggi. Contatta gli uffici e dopo qualche tempo protocolla un progetto. Un percorso lineare? Macchè… non l’avesse mai fatto. Si addensa prima una fitta nuvolaglia e poi si scatena… il diluvio.
Ai dissensi espliciti, pochi, si aggiungono mal di pancia e sensi di colpa. Si inaugura il risaputo repertorio dei ‘tavoli tecnici’ e degli incontri ‘informativi’, dei silenzi imbarazzati e…dei mormorii sommessi. Fino all’epilogo di tormentate delibere di giunta, in un clima sempre più torbido e avvelenato, di autorevoli pareri legali, ipotesi di arbitrato, accordi…già fatti, forse, un po’ e un po’, in un girone infernale di rinvii e di attese, di acque limacciose e di veri e propri pastrocchi.
Non si capisce più chi è assolutamente contrario e chi è, altrettanto assolutamente, a favore, si dice e non si dice (tutti attenti a non passare per ‘affaristi’ o ‘speculatori’ o, peggio ancora, ‘conniventi’…non si sa mai). Posizioni ideologiche e puntigliose relazioni tecniche lacerano la già fragile trama della giunta Rega e delle forze politiche che la sostengono (in particolare gli scontri più accaniti si consumano in casa diessina: Aquino contro Tuccia, Aquino contro Landi, Landi… contro tutti, affollate assemblee; più carsico e sommerso il dibattito altrove, anche nella Margherita, ma non meno incerto ed ‘inquieto’. Mi scuso se parlo ancora della preistoria politica, di quando la Margherita era ancora un…fiore, il Ds un partito ancora geloso della sua storia ideologica, seppure pericolosamente in bilico tra l’apertura al ‘privato’ e l’arcigna tutela di un presunto interesse pubblico; e i socialdemocratici…ancora socialdemocratici, e le opposizioni…ancora opposizioni: insomma prima del bradisismo che ha rimescolato le carte della politica cittadina (e che -a quanto pare- è tuttora in atto).
Già, la politica! Ma che c’entra la politica con questa storia?
Un cittadino (magari un imprenditore) o è titolare di un diritto, o non lo è. Le amministrazioni Rega prima e Laurenzano poi, sulla base di pareri dell’Utc, hanno riconosciuto tale diritto, ritenendosi competenti ad esprimersi in Giunta; l’Amm.ne Provinciale, attraverso i suoi uffici, ha respinto i progetti (ma il suo parere non è vincolante). E allora? Che cos’è questa sconveniente melina, questo estenuante surplace? Se la giunta è convinta di avere ragione dia il placet, senza ricorrere a mezzucci e a mediocri rimpalli di… carta. Chiuda, finalmente, questa incredibile storia, assumendosi le responsabilità (ed eventualmente i meriti) della scelta, quale che sia. Se, invece, non se la sente, venga in Consiglio Comunale (senza farsi convocare da un quinto dei consiglieri), senza nascondersi dietro un puerile gioco delle parti, affidando al sempre più malinconico Tomasetti il compito ingrato di prestare la sua faccia (ben allenata, per la verità) a rovinose ‘brutte figure’, le chiami pure “questioni pregiudiziali”.
Tuttora sindaco Laurenzano, se ritenuto ‘inammissibile’ un punto -ancorchè richiesto attraverso il quinto dei consiglieri- non va posto all’ordine del giorno: chi lo fa, poi è moralmente impegnato a discuterlo, non a rifugiarsi, pavidamente, nella fuga.
In CC si confronti senza maramaldeggiare e senza fare la faccia cattiva: si convinca e ci convinca che la strada fin qui seguita è utile e legittima. Oppure affidi al Consiglio una proposta di variante urbanistica. Ha i numeri, sulla carta, per approvare tutto ciò che vuole (anche le banalità, come quella di una inutile delega alla Giunta sulla costosissima, ma tanto alla moda, raccolta porta a porta…l’ultima trovata del suo Cosmari…). Se non ce l’ha…i numeri, lo dica, con umiltà e franchezza…vedremo che si può fare, senza inciuci e alla luce del sole.
E se, tra un mal di pancia e l’altro, si riaffacciasse la tesi che la questione di via Roma va risolta attraverso l’adozione di un nuovo strumento urbanistico?
Una nuova sigla fa capolino nel lessico politico cittadino, non già Pua, simpaticamente allusiva del pantano in cui è finita la giunta…, ma quella più gagliarda e iussiva… Puc.
Al Puc, al Puc … sarà prevedibilmente lo strillo dei prossimi mesi. Era stato Aquino, tre anni fa, a suonare la tromba, e non se ne era fatto nulla, lo aveva riproposto qualche tempo dopo Tuccia, un po’ a dispetto (per smarcarsi dall’angolo nel quale il suo partito lo aveva cacciato, accusandolo di chissà quali inconfessabili colpe) e nulla accadde, oggi la cosa ritorna prepotentemente di attualità.
Sarebbe questa la soluzione per risolvere la storia infinita di via Roma (e magari altre storie acquattate più o meno nell’ombra)? Va bene tutto, purchè sia a tutti chiaro che per realizzare il Piano Urbanistico Comunale (il Puc, appunto) sono necessari circa 200.000 euro (che non ci sono) ed almeno (ad essere ottimisti) due, forse tre anni. Nel confronto a distanza De Simone-Laurenzano è stato chiaro, da subito, che non c’è partita. Sindaco e giunta non hanno nè la forza nè l’autorevolezza politica per interloquire con l’Alberta (come dimostrano i finanziamenti promessi e mai concessi per l’acquisto di Palazzo Caracciolo, la palestra del Liceo Scientifico, rabberciata alla bell’e meglio, con fondi residuali, la vicenda stessa di via Roma). Nell’ultimo braccio di ferro che aveva già visto la Rega…rincorrere i fantasmi, De Simone conduce la partita con Laurenzano per due ‘pareri’ a zero.
Abbia il coraggio, il tuttora sindaco di Atripalda, almeno di entrare in campo. Prima che un arbitro decreti la sconfitta a tavolino e ordini, per giunta inappellabilmente, che quella partita è finita e ne comincia un’altra. Nuovo fischio d’inizio ed eco- balle al…centro.
E non gli sembri stravagante la disponibilità dei capannoni dell’ex Sidervati, come provvisorio sito di stoccaggio.
Vedrà con quanta serietà ed interesse la valuteranno il Cosmari, l’Amm.ne Provinciale, il sindaco di Avellino, gli esperti e tutti gli opinionisti ed i politologi.
Si può fare. Yes, we can, …a patto, sia detto senza equivoci, che Laurenzano e compagni vigilino personalmente, e con ogni diligenza, sulle ecoballe di monnezza.

Paestum …

Si conclude il 18 novembre a Paestum la “Borsa Mediterranea del Turismo archeologico”. Quattro intensissimi giorni di approfondimenti e di dibattiti che hanno disegnano le strategie di investimento e di promozione dei siti archeologici della Campania, nel prossimo futuro.
Archeologi, economisti, operatori turistici, responsabili politici ai massimi livelli, hanno dibattuto, sulle prospettive del turismo archeologico in un contesto straordinario e difficile, di vistosi contrasti, tra le luci (della ricchissima offerta costiera e dell’immediato entroterra partenopeo, fino a Nola), e di Benevento (che assiste ad un brillante rilancio, anche per la vivacità e la qualità del suo giovane ateneo) e delle ombre di una poco conosciuta e scarsamente valorizzata ‘periferia’. Per esempio venerdì si è discusso di “opportunità e criticità del turismo archeologico”; sabato il Touring Club ha valutato la qualità dell’offerta turistica in Italia (e sarebbe stato utile segnalare, in un contesto qualificato, le numerose e fuorvianti informazioni fornite dalla Guida Touring sulla nostra Città); oggi si parlerà di “Beni culturali e riforma delle professioni”: e questi citati sono solo alcuni tra gli innumerevoli appuntamenti promossi. I comuni della valle del Sabato (San Michele di Serino, Serino, Aiello del Sabato, Santo Stefano del Sole, Santa Lucia di Serino, Cesinali) vi hanno partecipato con un proprio stand: Atripalda, almeno nelle sue massime e rappresentative espressioni pubbliche, invece no. Non è mancata, in verità, a Paestum una presenza della benemerita Associazione Pro Loco, con un poster, ospitato presso lo stand dell’Unpli (e va reso pubblico onore al merito del presidente Cucciniello e dei giovani impegnati nel servizio civile). Ma si tratta di poco più che una testimonianza. Forse l’amministrazione Laurenzano e compagni, impegnata -speriamo utilmente- sul fronte dei…rifiuti, non sa (o non ha tempo per queste cose). Una ulteriore conferma (ove mai ce ne fosse bisogno) di una insufficienza conclamata, per la quale la disinvolta inconsistenza politico-amministrativa di sindaco e giunta, finisce per suscitare persino qualche inconfessabile senso di colpa, in chi si vede costretto a ‘sparare sulla Croce Rossa’.
Come e dove pensano, Laurenzano e compagni, di promuovere il turismo ad Atripalda, forse in uno svagato, magari annuale, convegno sul turismo scolastico? Qual è il contributo della civica amministrazione ai contenuti ed alle strategie della scelta (meritoria) della nostra Città come polo del turismo scolastico, o Atripalda si limita ad offrire, a gratìs, solo un contenitore ed una marginale ed ininfluente ospitalità alle ambizioni onnivore di Bimed, una ‘associazione’ che andrebbe più attentamente ‘monitorata’ nella univocità delle sue sponsorizzazioni politiche?
Non c’è una parola nelle dichiarazioni programmatiche: in quel testo, assemblato con disinvolta sciatteria, il turismo scolastico e raccontato così: “Obiettivo di questa amministrazione è, infine, quello di favorire i viaggi culturali, quelle bellissime gite scolastiche, che incomprensibilmente, da qualche anno a questa parte, nelle nostre scuole cittadine sembrano essere cessate”. Era a questo che pensava l’assessore Foschi, quando con ingenua supponenza dichiarava alla stampa “Ho inserito il turismo scolastico anche all’interno delle linee programmatiche, come punto principale e qualificante (Il “Corriere”, 1 novembre 2007, p.11)? O era lo scambio di classi, diffusamente ‘raccontato’ poco più avanti, ma di esclusiva competenza degli Organi collegiali delle scuole? Che ne pensa il dr. Laurenzano? magari potrebbe egli stesso chiederne ragione proprio alla professoressa Noce, assessore alla Istruzione nel quinquennio appena trascorso (e che molti già si vedono costretti a rimpiangere, almeno per la signorilità e lo ‘stile’ del sindaco Rega). Come pensa il dr. Laurenzano di poter concretizzare le generiche e pretenziose (e scorrette…) verbosità della Premessa alle cosiddette “linee programmatiche di mandato”? Per esempio, deve proprio confondere l’antico tracciato della via Appia -che non toccava Abellinum-, con il nuovo che atttraversa Atripalda? E ancora, attraverso quali iniziative e quali risorse, pensa che Atripalda “debba diventare un modello di qualità sociale e ambientale, di sviluppo turistico, di servizi di alto livello ai cittadini.”? Siamo alle enunciazioni vuote, all’inconsistente bla bla di un’amministrazione che, già stremata dalla fatica, si lascia travolgere dalle sue stesse parole.

Swap

Atripalda 22 ottobre 2007
Il sottoscritto Raffaele La SaIa, consigliere comunale, in merito alle notizie diffuse dagli organi di informazione, sull’eventuale (ed in numerosi casi, concreto) rischio, connesso al ricorso a strumenti di finanza derivata (swap);
al fine di tranquillizzare i cittadini sugli eventuali rischi a carico del Bilancio Comunale;
chiede di sapere
- quali sono stati ad oggi i risultati consolidati (eventuali attivi e passività) di analoghe operazioni finanziarie sottoscritte nel 2004 con l’Istituto Bancario BNL;
- a quanto ammontano i costi espliciti ed impliciti delle operazioni;
- se e quali previsioni si possono ragionevolmente e realisticamente formulare, eventualmente anche con l’assistenza di esperti, riguardo all’esposizione finanziaria futura a carico del Bilancio Comunale (entro la data di scadenza dei contratti sottoscritti);
- quali iniziative si intendano assumere per garantire -anche sulla scorta di recenti indicazioni della Corte dei Conti- ‘trasparenza’ e ‘certezza’ al Bilancio Comunale, il cui equilibrio potrebbe essere eventualmente compromesso da operazioni finanziarie legate alla fluttuazione dei tassi.

Interrogazione Ritalin

Al Sig. Sindaco di Atripalda
In riferimento alla Delib. Reg. della Campania n. 1406 del 27 luglio 2007, con la quale veniva autorizzata in via sperimentale in quattro centri ospedalieri della Regione (tra cui il Moscati di Avellino) la somministrazione di uno psicofarmaco (metaanfetamina) denominato “Ritalin”, anche in età pediatrica;
mentre si sviluppa in sede scientifica e nella pubblica opinione un vivace dibattito, non solo sulla eventuale pericolosità, ma anche sulla opportunità dell’utilizzo di tale psicofarmaco;

Il sottoscritto Raffaele La Sala, consigliere comunale, interroga il Sindaco per conoscere

- quale iniziativa abbia assunto, o intenda assumere, per ottenere dagli organismi competenti ulteriori e più completi accertamenti sulla sperimentazione del “Ritalin”;
- se non ritenga opportuno, in via cautelare, chiedere a tutti gli organismi competenti ogni utile ed aggiornata informazione (sia pure solo di natura statistica: numero dei soggetti eventualmente trattati, fasce di età, frequenza nella prescrizione, ecc.) sull’eventuale prescrizione del “Ritalin”, e per quali patologie, a bambini in età pediatrica della nostra Città.

Sulla storia ‘infinita’ di via Roma

Dichiarazione resa al settimanale “Il Sabato” del 10 settembre 2005

“Ritengo che l’iniziativa privata, in generale, vada incentivata – commenta La Sala, portavoce della Margherita – a patto che ci sia un chiaro ritorno per l’interesse pubblico. La soluzione presentata mi sembra equilibrata, sarei stato di diverso avviso se, per esempio, al centro del paese fosse stato previsto un grande centro commerciale. Qualcuno potrebbe obiettare che il Piano regolatore stabilisce che la zona è satura dal punto di vista residenziale, cioè che non c’è l’esigenza di costruire nuove case. La mia opinione è che ritenere che un paese non abbia bisogno di crescere sia assurdo; è assurdo negare, a chi ne ha la possibilità, di stabilirsi ad Atripalda e magari costringere anche tanti nostri concittadini a spostarsi in paesi limitrofi, allontanandosi dalla nostra città. Credo che su queste questioni valga la pena riflettere”.

Lettera aperta al sindaco Laurenzano, pubblicata il 6 ottobre 2007

in “Il Sabato”, “Ottopagine”, Il “Corriere”, in “Irpinianews.it” e, per larghi stralci, in “Buongiorno Irpinia”
[...]
Signor Sindaco, per oscure ed imperscrutabili alchimie, che potrebbero già deflagare…dopo il Piddì, ha nominato una giunta debole ed inesperta e quel che è peggio, allegramente inconsapevole della sua fragilità. Una giunta di ‘continuità‘ che è franata su due settori strategici come il bilancio e l’urbanistica. Quando, in cerca di novità ed esecutore di qualche piccola vendetta, invece di soluzioni efficaci e coerenti, si è dovuto accontentare di pallide “pezze a colore”. Quale contributo si aspetta, in materia di bilancio, dal vicesindaco Landi? e -dica- ha letto l’intervista del consigliere Tuccia? Le sue dichiarazioni…. la lasciano tranquillo?
E ancora, qualcuno ha riletto la sua relazione programmatica prima che fosse resa in Consiglio? [...] Quante disinvolte approssimazioni e quante gustose amenità! è questo, signor Sindaco, in tutta franchezza, ad essere simpaticamente “plateale”, prima di diventare malinconicamente ridicolo.
Come la curiosa vicenda di via Roma.
Che cosa è cambiato, da qualche mese a questa parte, oltre all’assessore Aquino? Quando, e da chi, è stata graziosamente concessa la parziale ‘riabilitazione’ politica ed amministrativa al consigliere Tuccia? La richiesta di un privato cittadino era legittima? e allora perchè due anni di ostacoli, rinvii, processi politici e …processioni? (Lo chieda ai suoi assessori di… ieri e di oggi). E se non lo era, a quale miracolosa circostanza, o a quale ‘santo’, si deve il… miracolo. Ed ora a che punto siamo? Punto e a capo? [...]

Interpellanza Troisi

presentata nella seduta di CC di Atripalda del 6 febbraio 2008

L’increscioso episodio verificatosi il 28 settembre 2007 nei locali dell’UTC di Atripalda, nella ricostruzione fornita dall’assessore Troisi, risulta così artatamente e disinvoltamente manipolato e stravolto da imporre una replica ed una interpellanza al sindaco.

Premesso che la ricostruzione dei fatti, fornita ex post (dopo quasi tre mesi) , nella seduta consiliare del 20 dicembre 2007 (delibera di CC n. 52, risposta alle interrogazioni n. 37 e n.44), è ampiamente smentita dalle dichiarazioni rese per iscritto dal dipendente comunale geom. Alfredo Berardino (e dalle dichiarazioni rese ‘a caldo’ dallo stesso Troisi ad organi di informazione e mai smentite).
Considerato che dalla ricostruzione fornita in atti dall’incauto assessore de quo, che testualmente scrive:

“mentre ero impegnato, da qualche minuto, in una conversazione telefonica con il dipendente geom. Walter Ventola [...] essendo il telefono aperto, ho potuto sentire che il consigliere comunale La Sala:
1. facendo riferimento ad una interrogazione relativa al Parco Pubblico che poi ho appreso non ancora protocollata, esigeva dal geom. Ventola una risposta scritta;
2. successivamente, invitava il geom. Berardino ad accompagnarlo.
Indignato dal comportamento del consigliere La Sala che non aveva rispettato le modalità, note a tutti i consiglieri comunali, di presentazione delle interrogazioni generando in tal modo confusione nella gestione ordinata dell’Ente e che successivamente, con la sua richiesta aveva indotto il geom. Berradino a tralasciare il suo normale lavoro d’ufficio approfittando della sua nota educazione e cortesia, ho deciso di telefonare immediatamente all’Ing. Silvestro Aquino, responsabile del III Settore, per chiedergli di accertarsi dove si trovava il geom. Berardino avendo ascoltato pochi minuti prima la richiesta avanzatagli dal consigliere La Sala. Pertanto la mia iniziativa di cui mi assumo la totale responsabilità, non nasceva dalla volontà di accertare eventuali responsabilità nel comportamento del geom. Berardino, ma bensì dall’esigenza di porre un freno all’ingiustificabile comportamento di cui si era reso protagonista il consigliere La Sala quella mattina.
Detto ciò è assolutamente evidente che:
1. non esiste alcun dipendente comunale o collega consigliere comunale che sia stato l’artefice dell’informativa di cui si parla nelle interrogazioni, in quanto ho direttamente assistito, anche se telefonicamente, allo svolgimento dei fatti;
2. non potevo pensare che il geom. Berardino, noto a me come persona corretta, potesse essere protagonista di una fuga clandestina dal posto di lavoro [...]“

emergono contraddizioni vistose, nonchè mediocri ed incerte giustificazioni;

Considerato, altresì, che la ‘ricostruzione dei fatti” configura una forma, seppure impropria, di intercettazione ambientale ed una inammissibile ed illegittima forma di controllo del personale e degli uffici, non autorizzata, e pertanto gravemente lesiva del diritto alla privacy anche di terzi eventualmente ‘intercettati’;
Mentre, sul piano più strettamente politico-amministrativo, si vede costretto a ribadire che il comportamento dell’assessore Troisi è politicamente scorretto e persecutorio, e volto ad alimentare un clima di repressione, di sospetto e di soggezione tra e verso i dipendenti comunali, (peraltro implicitamente richiamato in un’ intervista del dipendente, decano dell’Ufficio Tecnico Comunale, Arturo Roca) il sottoscritto Raffaele La Sala, consigliere comunale, interpella il sindaco per conoscere:
se, e con quali modalità, e da parte di chi, si sia proceduto nell’accertamento delle presunte ‘responsabilità‘ del geometra Berardino;
se siano state rispettate tutte le procedure, previste dal vigente contratto nazionale di lavoro e recepite nel regolamento comunale e come si sia, formalmente, concluso tale ‘accertamento’;
se non ritenga di richiamare formalmente l’assessore Troisi, ad una maggiore attenzione e prudenza nell’esercizio a distanza delle sue funzioni, evitando indebiti ed illegittimi ‘ascolti non autorizzati’;
ed in ogni caso, se intenda disporre tutti gli accertamenti (ivi compreso l’esame dei tabulati dei telefoni di servizio, e delle comunicazioni telefoniche intercorse -così come asserito- tra il Troisi ed il geometra Ventola, tra il Troisi e l’ing. Aquino ed altri, fino alla verifica, attraverso idonea perizia fonica certificata, della stupefacente circostanza de quo, di un così diffuso, ed asserito puntuale, ‘ascolto a distanza’, che sembra configurare più una vera e propria intercettazione ambientale (evidentemente illegittima e non autorizzata) che un casuale, e non per questo meno censurabile e meschino, origliare;
se non ritenga il sindaco, nell’esercizio del suo superiore ruolo di garanzia, la nomina di un giurì d’onore, che restituisca decoro ai singoli, loro malgrado coinvolti, alle ‘funzioni’, e all’ente Comune, considerato che tale circostanza ha esposto pubblicamente l’assessore Troisi, e con lui tutta l’amministrazione comunale, ad una penosa ‘brutta figura’, lesiva del decoro della ‘funzione’ e della Città.

Il sottoscritto comunica, infine che, in assenza di auspicati tempestivi chiarimenti, e riservandosi ogni eventuale ulteriore iniziativa, invierà il presente documento:
1. A S. E. il Prefetto di Avellino;
2. Al Garante della Privacy, perchè voglia verificare (anche sulla scorta del suo provvedimento del 20 gennaio 2005, per quanto applicabile, nel quale si legge, tra l’altro:
“[...] Dopo aver richiamato i principi del provvedimento del Garante del 12 marzo 2003 (in www.garanteprivacy.it), l’Autorità si sofferma in questa sede solo sulle questioni specifiche poste da dispositivi in rapida e costante evoluzione e che, come altre utili tecnologie, possono essere impiegati anche per usi invasivi -in luoghi pubblici, aperti al pubblico e privati- della sfera privata e lesivi di altri diritti e libertà fondamentali, tra cui spicca la libertà di conversare e di comunicare in assenza di molestie ed intercettazioni indebite.
Il Garante interviene in argomento perchè le immagini e i suoni realizzati con videocamere possono contenere “dati personali” relativi al chiamante, al chiamato o a terzi, che in alcuni casi possono essere anche “sensibili” riguardando lo stato di salute, la sfera politica, religiosa o sindacale o le abitudini sessuali (art. 4, comma 1, lett. B) e d) del Codice). Inoltre, la veicolazione di immagini e suoni può arrecare maggiori fastidi agli interessati nella ricezione di comunicazioni indesiderate o di disturbo (art. 127 e 130 del Codice).
I videotelefoni potrebbero essere inoltre utilizzati per scopi diversi da quelli personali, ad esempio nei luoghi di lavoro. In entrambi i casi, il trattamento dei dati personali, che si concreta già al momento della sola raccolta (art. 4, comma 1, lett. A), del Codice), è lecito unicamente se sono rispettate tutte le disposizioni applicabili del predetto Codice. Ciò comporta, in primo luogo, il dovere di informare preventivamente gli interessati (art. 13 del Codice), di raccogliere il loro consenso libero, preventivo e informato (che deve essere manifestato per iscritto se i dati sono sensibili) e di osservare tutte le altre ordinarie cautele previste, ad esempio, in tema di requisiti dei dati (art. 11 del Codice). L’informativa e il consenso riguardano non solo le persone in conversazione telefonica, ma anche gli eventuali terzi identificati o identificabili. [...] Va osservato anche l’obbligo per l’utente di informare l’altro utente quando, nel corso della conversazione, è consentito l’ascolto della conversazione stessa da parte di altri soggetti (art. 131, comma 3, del Codice).

Se si configurino, ed a carico di chi, comportamenti censurabili;
3. Alle OO.SS. provinciali (Cisl, Cgil, Uil, Ugl) perchè vogliano verificare se siano state poste in essere eventuali azioni antisindacali.

Si chiede che, ai sensi dell’art. 37 del Regolamento, la presente interpellanza sia posta all’o.d.g. della prossima seduta di Consiglio Comunale.

Interrogazioni Rita Noce

Il sottoscritto Raffaele La Sala, consigliere Comunale, interroga il Sindaco e la Giunta Municipale per conoscere:

- se risulta monitorata (e da quale ufficio, e con quali modalità) l’attività di “collaborazione, sotto il profilo della ricerca, informazione, elaborazione dati e notizie”, affidata con provvedimento del 23.8.2007 (prot. 9939) alla dottoressa Rita Adriana Noce;

- in quale Ufficio e con quale qualifica la dottoressa Noce sia stata eventualmente inquadrata; come si è concretizzata in atti l’attività di supporto al Sindaco ed alla Giunta Municipale; in particolare quali attività siano state effettivamente espletate dalla Noce dal 23 agosto a tutt’oggi; quali ricerche, documenti, informazioni, elaborazione di dati e notizie risultino ‘trattate’ o quali interventi risultino prodotti in ragione dell’incarico conferitole (atti, documenti ed interventi dei quali si chiede copia);

- in quali locali della sede comunale la Noce svolge i compiti a lei affidati e con quali dotazioni materiali fornite eventualmente dall’Ente (computer, software, telefonini, altro), specificando in quali orari di ‘servizio’; se, ed a quale titolo, sia a conoscenza, e/od abbia facoltà d’uso, di password di accesso a banche dati, sistemi operativi, server (e quali) eventualmente anche di sola ‘lettura’;

- se sia stata impegnata, ed in quale circostanza ed a quale titolo, in funzioni di rappresentanza dell’Ente; se, eventualmente, abbia svolto o svolga, o sia tenuta a svolgere, funzioni di ‘supplenza’, e quali, in caso di assenza od impedimento del sindaco o di esponenti della G.M.; se sia vincolata, e con quali modalità, in ragione dell’incarico conferitole, alla riservatezza ed al ‘segreto d’ufficio’;

- attraverso quali modalità di accesso (e come regolamentate) interagisca con gli uffici ed il personale comunale; inoltre, atteso che risulta titolare di “apposito ufficio posto alle dirette dipendenze del Sindaco e della Giunta”, se a tale ‘ufficio’ sia stato assegnato, (e con quale atto o disposizione ufficiale) anche a tempo definito, personale dell’organico comunale, o impegnato eventualmente in servizi comunali ad ogni altro titolo;

- a quali documenti, cartacei ed informatici, e con quali modalità ed a quale titolo, abbia direttamente od indirettamente accesso, nonchè, eventualmente, a quali informazioni ‘riservate’ o dati ‘sensibili’;

- se non si ritengano tali circostanze eventualmente incompatibili con il suo status di soggetto tuttora indagato (come riferito con grande evidenza dagli organi di stampa) in un’azione intentata da un privato a carico di amministratori del Comune Atripalda, e se questo non configuri eventuali ‘incompatibilità‘ anche per l’avvocato di controparte, a cui viene successivamente conferito (con atto monocratico del Sindaco, del 16.10.2007, prot. n. 12883) incarico a tutela dell’ente Comune, nella nota vicenda del “sito di stoccaggio ubicato alla via Tufarole”;

- se, alla luce di quanto sopra, a tutela ed a salvaguardia dell’Ente rappresentato, il Sindaco non ritenga di revocare la nomina dell’avvocato in parola; non ritenga, altresì, di revocare la nomina incautamente conferita alla moglie, dottoressa Noce; non ritenga in ogni caso necessaria, in uno con la G.M., la regolamentazione ad horas dell’accesso della sunnominata Noce agli uffici ed agli atti dell’Ente.

Interrogazioni Giullarte

Il sottoscritto Consigliere Comunale Raffaele La Sala, (preso atto della volontà del Sindaco di ricorrere a consulenze esterne) interroga il Sindaco per conoscere se sia stata valutata la possibilità di conferire a Giovanni Solimene (ideatore e promotore per ben XII edizioni della manifestazione Giullarte) un incarico di direzione artistica, o almeno di collaborazione, per la prossima edizione dell’evento.

***

Il sottoscritto Consigliere Comunale Raffaele La Sala, interroga il Sindaco per conoscere se risulta che la libera circolazione, in numerose zone del centro cittadino, di mammiferi roditori muridi (altrimenti noti come topi di chiavica o di fogna) è costantemente disturbata dalla presenza di umani. Si chiede di conoscere quali iniziative il Sindaco e la GM abbiano adottato, o intendano adottare, per garantire percorsi preferenziali ed eventualmente l’incolumità fisica delle innocenti bestiole.

Gli artigiani di Atripalda

Risulta all’interrogante che numerosi artigiani di Atripalda (anche giovani) avrebbero manifestato l’intenzione di donare creazioni ed oggetti, frutto della loro capacità tecnica e della loro creatività (lavori in legno, plastici di ricostruzione storica, scene e soggetti presepiali, ceramica, ecc.) ma tale manifestata disponibilità sarebbe stata scoraggiata nel recente passato.
Il sottoscritto Consigliere Comunale Raffaele La Sala, interroga il Sindaco per conoscere se non si ritenga utile incentivare tali attività, anche attraverso la realizzazione, a cura del Comune, di un punto espositivo permanente di documentazione dell’artigianato d’arte (che potrebbe, almeno temporaneamente allocarsi da subito in un ampio spazio allo stato inutilizzato, al primo piano della sede municipale).
Tale settore che, sulla scia di una antica tradizione cittadina, manifesta oggi, anche grazie all’intuizione dell’ex assessore delegato Giovanni Solimene, chiari segnali di vitalità, se non adeguatamente sostenuto (anche attraverso attività in collaborazione con le scuole e di partnership con la pubblica Amministrazione e con l’imprenditoria locale: per esempio personalizzazione di imballaggi, realizzazione di gadget ed oggettistica di rappresentanza) rischia di limitarsi in attività private e residuali, prive di un ritorno qualitativo di immagine (e non solo) sulla realtà locale.

Ancora sul Piano strategico

Dobbiamo, purtroppo, ancora occuparci del piano strategico di Avellino e quel che è peggio senza aggiungere molto al già detto (con la sola flebile speranza che, talvolta, repetita iuvant). L’unica, si fa per dire, novità è una stupefacente risposta dopo circa tre mesi, del tuttora, ineffabile, sindaco Laurenzano, ad una mia interrogazione del 20 dicembre 2007.
Dunque il 4 marzo (ed intanto è trascorso inutilmente un altro mese) Laurenzano scriveva:
“Il comune di Avellino, che deve elaborare tale piano, ha allo stato redatto solo un documento di metodo, per cui appare prematura ogni considerazione al riguardo: [...] Quanto poi alle richieste specifiche di convocare un consiglio comunale aperto, allo stato non esistendo ancora, come si diceva sopra, un documento di indirizzo, si rischia di non discutere aspetti concreti ma solo casomai di ribadire le linee programmatiche già discusse dal consesso consiliare”.
Confesso che veramente risulta difficile stabilire se in tali svagate esternazioni ci sia più dabbenaggine, colpevole ed inerte inconsapevolezza, o -non voglia Iddio- meschinità e malafede.
Povero Laurenzano… che in interviste televisive ed interventi giornalistici era apparso ruvidamente ‘risentito’ per essere stato consegnato (insieme alla nostra Città) ad una vergognosa e mortificante marginalità. Poche parole stizzite allora, fino allo scritto desolante di un mese fa ed al colpevole silenzio di oggi. Dunque Atripalda, convitata muta alla grande ed inutile parata del 3 dicembre scorso, oggi aspetta, incapace di assumere una qualsivoglia iniziativa, di promuovere uno straccio di discussione. Per pavidità o arroganza, intanto, il sindaco si sottrae al confronto con le forze politiche, sociali, culturali, imprenditoriali di Atripalda, su un ‘piano’ che dovrà ridefinire modalità e contenuti dello sviluppo urbanistico del capoluogo e dell’hinterland, e ridisegnare il territorio, anche in una prospettiva di decentramento di funzioni.
Un ‘piano’ che vale, per la sola città capoluogo alcuni miliardi di euro, non merita un confronto ed un coinvolgimento ampio in Consiglio comunale?
Ecco, sindaco Laurenzano, è tutta qui la conclamata insufficienza della sua gestione amministrativa: una gestione asfittica e burocratica, priva di idee e di strategie, ed incapace di coinvolgere, su prospettive di medio e lungo periodo e su questioni vitali, le forze vive e le risorse economiche ed intellettuali della sua Città.
Avevo concluso il mio intervento dello scorso 6 dicembre (cfr. La resa dei conti ) , con un accorato appello al sindaco:
“Laurenzano -scrivevo- avrebbe ancora la possibilità, con uno scatto di orgoglio, di chiamare tutte le forze cittadine (culturali, economiche, imprenditoriali, politiche) a sostenerlo in un confronto alto, senza pregiudiziali e vincoli di appartenenza, in una delle fasi più difficili della storia degli ultimi decenni. Sarebbe il primo segnale (altri ne dovrebbero venire) di una esperienza che, nata per meschine rivendicazioni di ruolo, potrebbe trovare una possibile occasione di riscatto.”
Non è successo nulla.
Delle due l’una: o gli sponsor politici pieddini (prima dello strappo demitiano) avevano assicurato ulteriori occasioni di confronto (e magari più riservati tavoli ‘tecnici’), oppure Laurenzano è tuttora convinto, e magari in buona fede, che possa veramente bastare il raffazzonato compitino programmatico del quale (con qualche ilarità) si sono occupate, a suo tempo, le cronache.
Nel primo caso avrebbe scientemente ed opportunisticamente rinunziato a rappresentare e garantire gli interessi legittimi della Città di Atripalda; nel secondo avrebbe fornito la prova ontologica della sua imbarazzante ‘inutilità‘.

Il caso Noce e le questioni aperte

Spero mi perdonerà, signor sindaco, se replico alla sconclusionata sua, con la quale non ha risposto ad una mia interrogazione consiliare sull’incarico conferito alla sua gentile signora, prof. Rita Noce.
Nota purtroppo in atti (prot. n.1956) e che perciò stesso necessita di una rigorosa messa a punto.
Intanto la esonero (nella sedicente qualità di ex-amico) da ogni preoccupazione e la rassicuro sulla mia salute. Ma non posso, nel contempo, non stigmatizzare le sue parole che, prima che essere di pessimo gusto (sarebbe nulla, mi creda), sono deontologicamente assai discutibili.
Nel merito: ella invoca addirittura “uno sdoppiamento della personalità“:
1. per averle (ahimè!) augurato buon onomastico;
2. per svolgere il mio ruolo di consigliere comunale di opposizione, con serietà e scrupolo (e magari, qualche volta, con un pó di ironia).
Sono autorizzato a credere, dalla fragile sequenza delle sue argomentazioni, che le troppe (e, a quanto pare, poco congeniali) sue occupazioni pubbliche, le procurano chissà quale delirio di onnipotenza politica e chissà quali vertigini di infallibilità amministrativa.
Insomma, sindaco, neppure dopo la impervia ed inappropriata consultazione dell’enciclopedia Treccani (proprio non le bastava un buon dizionario?) le sono chiari i contenuti dell’incarico affidato alla sua gentile signora? Le hanno almeno spiegato che la prof.ssa Noce non svolge funzioni di ‘segretaria’ nè, tanto meno, di ‘City menager’ (ha scritto proprio così!)?
Non commento, peraltro, le gustose amenità ed i ‘refusi’, che immagino non le sarebbero sfuggiti se avesse riletto la nota a sua firma. Ma si può almeno sorridere della sua, diciamo così- negligenza?
Se poi sia “sterile” o “puerile” ritornare su una questione per la quale lei ha consegnato la nostra città alle cronache nazionali, converrà con me che la vicenda Noce possa essere oggetto di reciproche valutazioni discrezionali che attengono al buon gusto (il suo), prima che riguardare la politica, o addirittura i magistrati. Non ho mai ritenuto (glielo ribadisco, nonostante le sue temerarie provocazioni) che il confronto sulle scelte amministrative (e tale è il provvedimento de quo, per quanto bizzarro), dovesse essere affrontato nelle aule dei tribunali. E non le sto contestando, in questo caso, illegittimità o illeciti di qualsivoglia natura. Provo solo a farla riflettere (impresa evidentemente titanica e votata a sicuro insuccesso) sulla ‘opportunità‘ ed i ‘contenuti’ di un provvedimento di nomina che, per sua stessa natura, è esposto a valutazioni politiche ed a quesiti di merito.
Ma la sua suscettibilità è nota, come la sua ostinazione, e perciò non oso sperare in un atto di resipiscenza.
Purtuttavia non intendo rinunziare a segnalare alla pubblica opinione la sostanza di un atto amministrativo clamorosamente contraddetto dalle sue stesse parole e che, dal mio punto di vista, definisce modalità e stile della sua disinvolta e capricciosa azione amministrativa.
Mi perdoni, se insisto, ma quando mai ha nominato la professoressa Noce segretaria? Ricorda il provvedimento di nomina? Nel provvedimento del 23.8.2007 (prot. 9939) si parlava di “collaborazione, sotto il profilo della ricerca, informazione, elaborazione dati e notizie” e non mi pare sia la stessa cosa.
Dunque, proviamo a mettere ordine. La signora Noce, sua moglie, non è la sua segretaria come si ostina a ritenere-, ma la titolare (ancorchè non remunerata e, mi pare di capire, a tempo ‘perso e senza fissa ‘dimora’) di un “apposito ufficio posto alle dirette dipendenze del Sindaco e della Giunta”. Che si limiti a “portare qualche carta agli uffici” o a registrare qualche appuntamento o addirittura attendere al disbrigo “insieme con gli impiegati della corrispondenza natalizia”, ne avvilisce le funzioni e ne mortifica la professionalità. Non avesse altre occupazioni, adeguate all’incarico ricevuto, la signora Noce potrebbe spiegare i risultati di un quinquennio passato all’assessorato alla Pubblica Istruzione. Almeno il birichino successore Foschi la smetterà di attribuire alla luna la responsabilità dei denunciati disagi della scuola media cittadina fino ad ingerirsi (con svagata leggerezza) in funzioni e competenze che non sono sue
Come i viaggi di istruzione o la formazione delle classi, per esempio, su cui promette attenta vigilanza: quando non si è vigilato, assessore Foschi? E chi non lo ha fatto? Che sarà mai accaduto negli anni passati? Può spiegarlo, per favore, alla città?
Ah!… sindaco Laurenzano solo qualche mese fa sarebbe stato più intransigente e severo ricorda tutte le volte che, per molto meno, ha preso cappotto e cappello?
E non me ne voglia se dovrò ancora rivolgerle qualche domanda. A proposito, dov’è finito il progetto di via Roma. La presidente Alberta le ha procurato il promesso finaziamento per Palazzo Caracciolo? E il Cinema Ideal? E il centro servizi? E la riorganizzazione degli uffici? E la voragine del patrimonio comunale? Che dice delle cartelle ‘pazzerelle’ dell’ICI? Sa che il recupero di eventuali crediti (che scoprirà in buona parte ‘inesigibili’) ci costa già ora oltre venticinquemila euro? Riuscirà a quadrare il bilancio 2008? O dovrà alienare il patrimonio, o magari dica la verità- ha fatto un pensierino alle aliquote ICI? (un ritocchino, via, che sarà mai); o ricorrerà ancora alla seducente magia degli swap? (rate tutte col segno meno, purtroppo, quest’anno qualche altra decina di migliaia di euro in fumo; e meno male che il suo assessore Landi ci aveva tranquillizzato in Consiglio Comunale). E l’emergenza rifiuti sim sala bim è sparita? Quanto ci costerà? E le nuove tariffe? Quanto peseranno le sue incertezze e i suoi ritardi sulle tasche dei cittadini? Ha realizzato il sito di stoccaggio provvisorio, a Palmoleta? Ha chiesto, almeno, il dissequestro provvisorio di quello di via Tufarole? A proposito da quanto tempo non si fa un giro da quelle parti insieme al suo assessore Landi? (vedrà una vera e propria discarica a cielo aperto rifiuti speciali e pericolosi in quantità o sta aspettando la consacrazione ufficiale di “Striscia la notizia”, o preferisce, piuttosto “Le iene”? è partita la differenziata porta a porta o, tra uno studio e l’altro, è finita a Ballarò? E come va il rinnovo delle concessioni e degli appalti dei servizi? In prorogatio? Della concessione, in scadenza, alla Sidigas, che ci può dire? Grande e munifica Sidigas! E la toponomastica? Congelata? E i regolamenti? E il suo contributo al ‘piano strategicó? Congelato anche quello? Per non parlare dell’emergenza sociale, della sicurezza, dei giovani(tutto affidato al Piano di zona A/6?) e della deriva autoritaria, del deficit di democrazia, della ‘blindatura’ degli uffici comunali Forse, passata la sbornia della vittoria, placato l’amor proprio, e sfogate le smanie podestarili magari comincia a rendersi conto del disastro. Sarebbe già qualcosa!
Perciò non me ne voglia, sindaco Laurenzano, (e non se l’abbia a male). Continuerò a farle gli auguri (che beninteso è liberissimo di non accettare) e continuerò con la tranquilla coscienza di sempre ad incalzarla nello svolgimento delle sue funzioni, onorando così il mandato elettorale. è proprio sicuro di fare altrettanto?

Interrogazioni del 6/2/08 CC Atripalda

seduta del CC di Atripalda del 6 febbraio 2008

Al sindaco di Atripalda Il sottoscritto prof. Raffaele La Sala, consigliere comunale, interroga il Sindaco per sapere:

1. Se è a conoscenza che alcuni dipendenti siano impegnati anche al di fuori del normale orario di lavoro, e persino in occasione di riconosciute festività producano atti, come tra l’altro sembra di dover capire dalla determina del III settore n.307 del 25 dicembre 2007. Se tale servizio sia autorizzato e regolarmente retribuito, attraverso la corresponsione di straordinari, o concorra, ed in quale misura, alla assegnazione del fondo incentivante.

2. Se intende proporre al CC un encomio ufficiale per gli agenti di Polizia Locale Sabino Picone e Francesco Caronia, protagonisti, in due diverse recenti occasioni, di interventi che hanno esaltato il loro alto senso di responsabilità e del dovere: il primo, assicurando alla giustizia, dopo un movimentato inseguimento, uno scippatore, (pur essendo in borghese ed al di fuori dell’orario di servizio); il secondo, in servizio, intervenendo tempestivamente in occasione di un incendio, in una abitazione privata, per portare in salvo una anziana signora. Il sottoscritto ritiene che testimoniare pubblicamente e solennemente la riconoscenza della Città ai dipendenti comunali, ma anche eventualmente a cittadini che si siano segnalati per senso civico, abnegazione, generosità, rafforzi i vincoli di appartenenza alla comunità cittadina e contrasti forme di sfiducia tra cittadini ed istituzioni.

3. Se ritenga utile la convocazione di un incontro con i sindaci, i consiglieri comunali e gli amministratori dei comuni dell’hinterland per avviare una serrata e seria riflessione sul cosiddetto ‘piano strategico’ di Avellino.

4. In merito alle delibere di GM n. 120, 124 e 125 (adeguamento di plessi scolastici in materia di sicurezza e barriere architettoniche), del 19 settembre 2007 e pubblicate in data 28 gennaio 2008, chiede a partire da quale data decorra l’efficacia dei deliberati de quo; se ritenga ammissibile una tale segnalata circostanza per la quale importanti atti deliberativi, propedeutici all’assegnazione di fondi L. 23/96 (peraltro per le delibere 120 e 125 assegnati per il 2009, con provvedimento della Giunta Regionale del 18 ottobre 2007, delibera n. 1852, pubblicata sul BURC, n.3 del 21 gennaio 2008) siano formalizzati con tanto incredibile ritardo.

5. In merito alla delibera di GM n. 7 del 16.1.2008, avente ad oggetto “Direttive sulla procedura per l’autorizzazione all’affidamento e alla conservazione delle ceneri” (peraltro, questa sì, tempestivamente pubblicata il 24 gennaio), chiede al Sindaco di conoscere se il particolare contenuto del provvedimento in esame, abbia evocato fenomeni di ‘smaterializzazione’ ed ubiquità (che certificati in atti, eventualmente sarebbero invocabili per futuri, per quanto auspicabilmente lontani, processi di beatificazione). Tanto sembra di doversi evincere dall’assenza del Presidente all’atto deliberativo, che risulta comunque presiedere la seduta. Ove più prosaicamente dovesse trattarsi di mero errore materiale, se non ritenga che esso debba essere immediatamente corretto (anche per evitare eventuali atti e richieste risarcitorie da parte degli interessati). Chiede, nel merito se, insieme alla dettagliate procedure di conservazione e custodia delle ceneri, sia eventualmente prevista, e come regolamentata, anche la loro eventuale dispersione.

6. Atteso che, con provvedimenti del 30 gennaio 2008, è stata sanata una palese illegittimità nella nomina dei ‘Responsabili degli Uffici e dei Servizi’, poichè in tali provvedimenti risultano richiamati espressamente i precedenti di giugno 2007, nei quali erano stati segnalati dallo scrivente inappropriati ed erronei riferimenti regolamentali, chiede al sindaco se ha disposto, e se è stata ad oggi effettuata, la correzione (Cfr. la mia interrogazione n. 52 del 5 novembre, alla quale si è data risposta nel CC del 20 dicembre 2007, ammettendo l’errore materiale).

7. (urgente) In merito alla iniziativa di celebrare nella nostra Città la ricorrenza del 27 gennaio (giorno della memoria), con una frettolosa ed inappropriata (e scarsamente decorosa) affissione semiclandestina di una decina di volantini, peraltro vistosamente corretti a mano, a firma del sindaco, si chiede di sapere se è stata prevista analoga inziativa per la ricorrenza del 10 febbraio (per le migliaia di vittime delle foibe), naturalmente per invitare il sindaco a promuoverla in forme più dignitose.

Per tutte le interrogazioni si chiede risposta scritta.

Mozione sull’emergenza rifiuti

Atripalda, 18 gennaio 2008

Al sindaco di Atripalda

Il sottoscritto prof. Raffaele La Sala, consigliere comunale, presenta la seguente

Mozione
Il CC di Atripalda, registrato il perdurare del disagio della popolazione cittadina per l’emergenza rifiuti, che ha tra l’altro suggerito alla G.M. la sospensione del mercato settimanale del giovedì, impegna il sindaco a

1. Convocare con la massima urgenza una apposita seduta di Consiglio Comunale per affrontare le questioni di breve, medio e lungo periodo relative all’emergenza in atto;

2. Se risultasse compromesso, nel breve periodo, il dissequestro definitivo del sito di stoccaggio di via Tufarole provvedere nel più breve tempo possibile (e comunque entro 10 giorni) all’individuazione di un nuovo sito idoneo ed attrezzato, individuando ed impegnando le risorse necessarie;

3. Convocare un incontro con i sindaci, i consiglieri comunali e gli amministratori dei comuni dell’hinterland per avviare una serrata e seria riflessione sul cosiddetto ‘piano strategico’.

Odg per Benazir Bhutto del 27/12/2007

In relazione al tragico attentato alla leader del Partito Popolare Pakistano Benazir Bhutto, il consigliere comunale Raffaele La Sala ha presentato al Consiglio Comunale di oggi 27 dicembre, riunito in seduta straordinaria, il seguente
Ordine del giorno
Il vile e tragico attentato che ha colpito alle ore 13,15 di oggi la leader del Partito Popolare Pakistano, Benazir Bhutto, attentato già rivendicato dall’organizzazione terroristica di Al Quaeda, turba profondamente la coscienza di chi ha a cuore la stabilità e la pace nel mondo. Mentre questa terribile strage spegne una delle voci che più coraggiosamente si erano levate contro il terrorismo di matrice islamica, e mentre si profila una nuova cruenta stagione di instabilità, in una delle aree più fragili e insanguinate del vicino Oriente,

il Consiglio Comunale di Atripalda riafferma

il proprio impegno per la pace e la tolleranza e fa propria l’invocazione del Papa Benedetto XVI nella benedizione Urbi et Orbi:
Pace “all’intero Medio Oriente, in particolare all’Iraq, al Libano e alla Terra Santa, all’Afghanistan, al Pakistan e allo Sri Lanka, alla regione dei Balcani, e alle tante altre situazioni di crisi, spesso purtroppo dimenticate”. “Il Bambino Gesù porti sollievo a chi è nella prova e infonda ai responsabili di governo la saggezza e il coraggio di cercare e trovare soluzioni umane, giuste e durature. Alla sete di senso e di valore che avverte il mondo oggi, alla ricerca di benessere e di pace che segna la vita di tutta l’umanità, alle attese dei poveri Cristo, vero Dio e vero Uomo risponde con il suo Natale. Non temano gli individui e le nazioni di riconoscerlo e di accoglierlo”.
Il Consiglio ha approvato all’unanimità

Benazir Bhutto
Benazir Bhutto era nata a Karachi il 21 giugno 1953. Figlia del deposto primo ministro pakistano, Zulfikar Ali Bhutto, fatto giustiziare dal generale Zia nel 1979, a 35 anni era stata eletta capo di governo (la prima donna in un Paese musulmano) con un programma impegnato nella difesa dei diritti civili e contro l’integralismo di matrice islamica, guidando il Partito popolare pachistano (Ppp).
Per due volte premier (1988-1990 e 1993-1996), in tutti e due i casi era stata costretta a dimettersi a seguito di accuse di corruzione mai provate e che aveva sempre respinto sdegnosamente. Dopo otto anni di esilio a Dubai era tornata in patria il 18 ottobre scorso molto provata. A seguito di una serrata e discussa trattativa con il presidente pakistano Musharraf, la Bhutto aveva ottenuto assicurazioni sulla correttezza e legalità delle elezioni previste per gennaio.
L’accordo con Musharraf aveva avuto breve durata e si era di fatto rotto quando il presidente in carica aveva proclamato lo stato di emergenza, il 3 novembre 2007. Alcuni giorni più tardi, 13 novembre, Benazir Bhutto ne aveva chiesto le dimissioni. Costretta agli arresti domiciliari a Islamabad, ufficialmente per ragioni di sicurezza, aveva intensificato la sua azione politica, nonostante le minacce e gli attentati, per i quali riteneva responsabili terroristi legati ai servizi segreti pachistani.