Giullarte a riflettori spenti…

 
La performance urbana di Carmine Tranchese è stata, fatta la tara delle difficoltà tecniche e della penuria dei mezzi, un contributo originale non solo a Giullarte (che francamente ne ha tanto bisogno, sia sotto l'aspetto organizzativo, che comunicativo-promozionale), ma anche alla ricerca artistica in senso stretto. Alcune soluzioni creative ed alcune 'intuizioni' avrebbero meritato, per esempio, ben più della curiosità e dei consensi informati che pure hanno suscitato, ed altro proscenio. E non sembri esagerato, perciò, se azzardo che, per molto meno…assai, talvolta si finisce alla… Biennale di Venezia…
A Carmine l'invito fraterno a saper meglio dosare le sue energie e la sua creatività, insieme all'augurio di conquistare sempre più alti traguardi.
Degni di nota, per la suggestione e l'efficacia espressiva, sia il video, realizzato da Carmine Montefusco, che i brani musicali originali dei Penny Press.
Peccato che la performance non fosse segnalata ed il passaparola, specialmente per gli ospiti, si schiantasse inesorabilmente con l'accesso sbarrato da uno spettacolino nell'androne del palazzo civico.

Con poco altro (uno o due spettacoli di qualità, nessuna sostanziale novità…anzi…nell'artigianato, una offerta orticola e gastronomica preponderante) Giullarte delle vacche grasse si riduce ad un mercato (e tanto varrebbe veramente ripensare alla localizzazione del mercato del giovedì), o al più ad una imponente sagra paesana, snaturando quasi del tutto le intuizioni che ne avevano definito l'originalità. Insomma a Giullarte pare che manchi, al di là delle tematiche più o meno surrettizie, inventate di volta in volta, e dell'impegno pure profuso da maestranze e 'volontari', un'idea e un'anima…
Per non parlare dei numeri (quarantamila…boom) con i quali allegramente si trastullano sindaco, comunicatore e delegato (fino alle ore 24). Già, ma che si vuole dalla…corte dei miracoli… di Laurenzano e compagni?
Con poco altro 

4 thoughts on “Giullarte a riflettori spenti…

  1. Dalla quotidiana rassegna stampa ho potuto notare che il giornale online Atripalda News ho snobbato o meglio censurato l'evento.
    Che ci sia qualcosa di strano dietro questa scelta?
    Non è che scavando nei vari incarichi circa la comunicazione, l'inscatolamento di caramelline per la follia, la stampa di buste e bustarelle non esca qualche figlio, cugino, nipote di chi ha gestito il tutto?
    Non è che il giornale è stato messo da parte per favorire qualcuno?

  2. Caro Lello, credo che sei riuscito a centrare il problema………..a GUILLARTE manca un'anima. Nonostante gli sforzi degli organizzatori, il pubblico numeroso ed i cospicui finanziamenti, la manifestazione sembra non decollare, ma trascinarsi stancamente, andare avanti diventando sempre più una mera consuetudine consuetudine. Fatta eccezione per le prime edizioni, Giullarte non sembra avere una originalità propria, sembra mancare di una originalità propria, di un legame con il territorio, anche il collegamento tra artigianato , prodotti locali ed artisti di strada appare più che altro un modo per riempire spazi e non sembra avere una filo conduttore , una prospettiva definita! A questo punto l'evento, andrebbe, a mio pare ripensato, lo si potrebbe trasformare  in vero e proprio Festival nazionale degli artisti di strada oppure cancellarlo del tutto e pensare a qualcosa di diverso.
    Una riflessione a parte merita la "performance urbana" di Carmine Tranchese. Ho il privileggio di essere amico di Carmine e di conoscere e seguire le sue opere in tutte le fasi, dall'ideazzione alla realizzazione materiale, eppure  riesco sempre ad emozionarmi e  meravigliarmi di fronte alle sue creazioni. In questa installazione c'era di tutto, il suo percorso artistico, dagli inizi, con un omaggio a Salvatore Emblema, il pittore dei sacchi di juta, suo maestro, fino a giungere alle sue ultime performance artistiche, l'installazione sul fiume Sabato e Pulis est, c'era un omaggio alla poesia, recitata (dalla improvvisata, ma efficace attrice Cinzia Spiniello)  e ma anche reinventata, con le sue  "parole sconnese", c'erano musiche di giovani artisti locali (Penny Press), c'erano video, spazi dedicati al libero sfogo, artistico e nonn solo, c'era soprattutto lo stesso artista, parte integrante dell'opera, che si reinventa guida per lo spettattore in questo percorso d'arte urbana.
    Complimenti a Carmine Tranchese.

  3. …ai complimenti vorrei aggiungermi dicendo che è forse proprio questo, di tranchese, lo spirito con il quale potrebbe rinnovarsi giullarte…o crearsi altra manifestazione…ad maiora

  4. Le confesso dottor La Sala, che sono davvero curioso di conoscere quali, a suo giudizio erano gli (o il) “uno o due spettacoli di qualità”
    Cordialmente
    Aldo de Martino

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